 JAZZ
JOHN ABERCROMBIE -
FRIENDS (1971)
JOHN ABERCROMBIE -
TIMELESS
(1974) 
JOHN
ABERCROMBIE - CHARACTERS (1977) 
Entrambi
sovraincisi personalmente dai titolari al Talent Studio
di Oslo, After The Rain
di Terje Rypdal e Characters di John Abercrombie
sono album molto diversi luno dallaltro,
sebbene concepiti dal produttore Manfred Eicher col
medesimo intento: consentire a due dei più emblematici
chitarristi ECM
di esprimersi in solitudine. I rispettivi approcci
strumentali distinguono in modo netto il norvegese
dallamericano.
Characters - Abercrombie si concentra più sul
fraseggio che sul timbro, ma gli squisiti arrangiamenti
orchestrati in autonomia con acustica ed elettrica
palesano unindiscussa originalità, evidente fin
dallintroduzione per mandolino amplificato di Parable.
Il suo stile è individuabile nel perfetto equilibrio tra
innato senso della melodia, gusto per le armonie
ricercate e fulminei guizzi sulla tastiera che, entro
ciascuna composizione (Memoir, Telegram, Backward
Glance, Ghost Dance, After Thoughts, Evensong),
generano a loro volta idee in quantità. La stupenda Paramour
sarà ripresa in quartetto lanno dopo, sul
capolavoro Arcade.
- B.A.
JOHN
ABERCROMBIE - ARCADE (1978) 
JOHN
ABERCROMBIE - ABERCROMBIE
QUARTET (1979) 
 Nel
1978 John
Abercrombie assemblò un quartetto votato a
sobrietà, discrezione, finezza e mutua empatia, col
quale incise tre album che rimangono tra i capolavori
assoluti del catalogo ECM. In
particolare, sebbene ancora inediti su CD, i primi due
episodi conservano una freschezza e unoriginalità
stilistica inalterate. Lomogenea trama sonora degli
arrangiamenti si deve alle alchimie acustiche di Richie
Beirach (pianoforte) e George Mraz (contrabbasso),
allelegante tocco di Peter Donald (batteria) e
allinconfondibile, nitido riverbero elettrico del
leader. Per dire della coesione, Abercrombie lascia
firmare a un ispiratissimo Beirach 3/5 della scaletta di Arcade
e metà dei brani del capitolo successivo. I temi
alternano figure ritmiche ricorrenti (Arcade; Alchemy;
Blue Wolf; Madagascar; Riddles),
melodie ingegnose (Dear Rain; Foolish Dog),
armonizzazioni sofisticate (Nightlake; Stray),
tutte strutture formali volte a stimolare
linventiva dei solisti. Lininterrotto
susseguirsi di spasmi e dilatamenti stravolge le
partiture, fino a trascenderle a beneficio di una
sublime, virginea essenza musicale. Paramour è
una memorabile pagina del chitarrista già registrata
sullo splendido Characters. Larchetto di
Mraz dona un suggestivo afflato cameristico a Neptune.
Gli eccelsi standard di alta fedeltà offerti dal Talent
Studio di Oslo designano Jan Erik Kongshaug come il vero
erede di Rudy Van Gelder. - B.A.
JOHN ABERCROMBIE -
M (1980)
JOHN ABERCROMBIE -
NIGHT (1984)
JOHN ABERCROMBIE -
CURRENT EVENTS (1985)
JOHN ABERCROMBIE -
GETTING THERE
(1987)
JOHN ABERCROMBIE -
NOVEMBER (1992)
JOHN ABERCROMBIE -
WHILE WERE YOUNG (1992)
JOHN ABERCROMBIE -
SPEAK OF THE DEVIL (1993)
JOHN ABERCROMBIE -
TACTICS (1996)
JOHN ABERCROMBIE -
OPEN LAND (1998)
JOHN ABERCROMBIE -
CAT N MOUSE (2002)
JOHN ABERCROMBIE -
CLASS TRIP (2003)
JOHN
ABERCROMBIE / RALPH TOWNER - SARGASSO SEA
(1976) 
Indispensabile
classico del 20° Secolo, Sargasso Sea consacra
lincontro tra i due alfieri dellECM. Pur restando
intrinsecamente jazz, quelle
chitarre esploravano dimensioni sonore, espressive e
stilistiche fino allora ignote. Abercrombie portava in
dote lidioma fusion
assimilato alla corte di Billy Cobham (Crosswinds;
Total Eclipse; Shabazz) e già esibito
sullelegante Timeless; Towner ribaltava la
prospettiva con gli studi accademici a Vienna, il
progetto globale degli Oregon e un
peculiare approccio acustico allimprovvisazione. La
formula produsse uninedita sintesi di musica da
camera, eufonia cool, purezza formale e
atmosfere tipiche del Talent Studio di Oslo. Avenue
e Staircase saldano insieme lestrema
complessità esecutiva con unirresistibile forza
melodica, acquisendo allistante lo status di
capolavori. Su Elbow Room il riverbero della
solid body (Abercrombie) e le stoccate della
12 corde (Towner) generano un sisma di suoni naturali e
amplificati. Lungo tutto lalbum (Fable, Over
And Gone, Romantic Descension, Parasol),
il mirabile equilibrio tra schemi, contrappunti e
fraseggi poggia su unintima affinità umana e
artistica. [P.S. - Sono trascorsi 25 anni
dallinvenzione del CD: in nome di Dio, perché
lECM non
si decide a ristampare anche Five Years Later?] - B.A.
JOHN ABERCROMBIE /
RALPH TOWNER - FIVE YEARS LATER
(1981) 
ABERCROMBIE /
HOLLAND / DeJOHNETTE - GATEWAY
(1975) 
Con lennesima
intuizione geniale, Manfred Eicher riunisce in studio un
eretico fusion, un virtuoso
inglese e un davisiano elettrico. Tutti e tre
diventeranno senatori a vita dellECM, ritrovandosi
più volte sotto linsegna Gateway, ma quel progetto
originale possiede la spontaneità e la freschezza
proprie dei grandi esordi. La tessitura melodica è
affidata alla chitarra di Abercrombie: fluida, repentina,
imprevedibile, sempre in sintonia col contrabbasso di
Holland e la batteria di DeJohnette. Back-Woods Song
apre brillantemente lalbum con una bizzarra
mescolanza di folk e rhythm n blues, ripresa
anni dopo da Nick
Brignola col supporto di questo stesso tandem ritmico
(On A Different Level). Unshielded
Desire mette a confronto Abercombie e DeJohnette in
un frenetico duello di sorpassi strumentali, da custodire
accanto ad altri capolavori per corde e percussioni [Piscean
Dance (Ralph
Towner, John Christensen); Phenomenon: Compulsion
(John McLaughlin, Billy
Cobham); There Will Never Be Another You (John Scofield, Roberto Gatto)].
Linterplay del trio risalta sulla stupenda May
Dance, 11 minuti di squisito eloquio jazz da godersi ad alto volume su un
buon impianto a valvole. Il mood onirico di Jamala
cambia di colpo su Sorcery I, sinistro finale in
cui larrangiamento passa senza preavviso da Anton
Webern a Jimi Hendrix. [P.S. - La splendida
vintage acustica visibile nella foto interna è una Gibson L-3.] - B.A.
ABERCROMBIE /
HOLLAND / DeJOHNETTE - GATEWAY 2
(1977)
ABERCROMBIE /
HOLLAND / DeJOHNETTE - HOMECOMING (1994)
ABERCROMBIE /
HOLLAND / DeJOHNETTE - IN THE MOMENT
(1994)
ABERCROMBIE /
JOHNSON / ERSKINE
JOHN ABERCROMBIE / MARC JOHNSON /
PETER ERSKINE (1988)
JOHN ABERCROMBIE /
JOHN SCOFIELD - SOLAR (1982)
JOHN ABERCROMBIE /
TIM BRADY - DOUBLE VARIATIONS (1990)
JOHN ABERCROMBIE /
DON THOMPSON - WITCHCRAFT (1991)
JOHN ABERCROMBIE /
ANDY LaVERNE - WHERE WE WERE (1996)
CARLO ACTIS DATO -
NOBLESSE OBLIGE (1986)
CARLO ACTIS DATO -
OLTREMARE (1987)
CARLO ACTIS DATO -
ANKARA TWIST (1989)
CARLO ACTIS DATO -
BAGDAD BOOGIE (1992)
CARLO ACTIS DATO -
BLUE CAIRO (1995)
CARLO ACTIS DATO -
DELHI MAMBO
(1998)
CARLO ACTIS DATO -
ENNA MILONGA (1999)
CARLO ACTIS DATO -
SON PARA EL CHE (1999)
CARLO ACTIS DATO -
FES MONTUNO (2000)
CARLO ACTIS DATO -
GINOSA JUNGLE (2000)
CARLO ACTIS DATO -
SWINGIN HANOI (2003)
CARLO ACTIS DATO /
LAURA CULVER - ZIG ZAG (1987)
PEPPER ADAMS - PEPPER
ADAMS QUINTET (1957)
PEPPER ADAMS - CRITICS
CHOICE (1957)
PEPPER ADAMS - THE
COMPLETE REGENT SESSIONS (1957)
PEPPER ADAMS /
DONALD BYRD - OUT OF THIS WORLD /
THE COMPLETE WARWICK SESSIONS (1961)
PEPPER ADAMS
- PEPPER ADAMS PLAYS THE
COMPOSITIONS OF CHARLIE MINGUS (1963)

 Nonostante il suo sax baritono
sia uno dei più belli della storia del jazz e la sua tagliente voce
strumentale adorni alcune splendide registrazioni di
Charles Mingus (Blues &
Roots), Lee Morgan (The Cooker) e Donald
Byrd (Off To The Races; Byrd In Hand;
The Cat Walk; Royal Flush),
Pepper Adams ha inciso a proprio nome pochi, rari,
preziosi album. Se la Fresh Sound
li ripropone su CD, dunque, bisogna lanciarsi
allaccaparramento. In particolare, Pepper Adams
Plays The Compositions Of Charlie Mingus è un titolo
che dice tutto. In veste di collaboratore del grande
contrabbassista, Adams aveva studiato il repertorio
mingusiano dal vero e poteva permettersi di interpretarne
lo spirito, oltre che la musica. La formazione alterna un
quintetto a un organico di otto elementi, con il leader
affiancato da Thad Jones (tromba), Hank Jones
(pianoforte), Paul Chambers (contrabbasso), Dannie
Richmond (batteria), più Bennie Powell (trombone), Zoot
Sims (sax tenore), Charles McPherson (sax alto). Agli
arrangiamenti manca la veemente irruenza con cui
lautore dirigeva i collettivi, ma un nuovo,
impeccabile nitore formale contribuisce a esaltare la
bellezza dei temi. Gli assoli di Adams brillano per
incisività e virtuosismo. I più esperti riconosceranno
nei titoli storpiati vari capolavori che Mingus riprese
più volte nel corso degli anni: Fables Of Faubus
è la celebre invettiva contro il governatore razzista
dellArkansas (Mingus Ah
Um; Charles
Mingus Presents Charles Mingus), Black Light
è Peggys Blue Skylight (Mingus In Europe),
Incarnation è Reincarnation Of A Love Bird,
Strollin Honies è Nostalgia In Times
Square. La sezione fiati al completo scatena il suo
potenziale sonoro sulle impetuose, memorabili pagine di Better
Git It In Your Soul e Haitian Fight Song (nota
anche come II B.S.). Viva Mingus! - B.A.
PEPPER ADAMS - ENCOUNTER!
(1968)
CANNONBALL
ADDERLEY - SOMETHIN
ELSE (1958)
Entrato nel sestetto
di Miles Davis, al fianco di John Coltrane e Bill Evans,
Cannonball prese parte allalbum Milestones e,
soprattutto, al capolavoro Kind Of Blue. Miles gli
insegnò a dare aria agli assoli, a
valorizzare i silenzi, lunderstatement. Nel suo
stile cominciarono ad avvertirsi un mordente e una
franchezza ritmica nuovi, che in seguito si sarebbero
accentuati ancora di più. In Somethin Else, in cui
proprio Davis è al suo fianco, accanto alla concisione
del trombettista, il sax alto di Adderley suona dinamico,
vario, a tratti perfino garrulo. - E.I.J.
CANNONBALL ADDERLEY / BILL EVANS - KNOW
WHAT I MEAN? (1961) 
Tre eloquenti episodi
discografici sanciscono la statura artistica di Julian
Cannonball Adderley: 1) leccezionale
partecipazione di Miles Davis, in veste di semplice
ospite, al suo Somethin Else; 2)
la corrispettiva presenza del sassofonista, pochi mesi
dopo, nella straordinaria formazione di Kind Of Blue; 3) la
sofisticata dedica che Joe Zawinul incise per lui coi
Weather Report (Black Market), in ricordo della
comune militanza in un popolare quintetto proto-fusion.
Dunque, un fuoriclasse acclamato anche da venerabili
capiscuola. Grazie alla lungimiranza del produttore Orrin
Keepnews, Adderley ebbe lopportunità di incidere
il suo capolavoro in un contesto ideale: se da un lato
lelegante sezione ritmica del Modern Jazz Quartet
[Connie Kay (batteria); Percy Heath (contrabbasso)]
garantiva la necessaria libertà a un improvvisatore
fenomenale, dallaltro la ricchezza armonica
dispiegata da Bill Evans (pianoforte), già complice del
leader nelle storiche sedute di Kind
Of Blue, assecondava le prodigiose evoluzioni del
sax alto. Sublime nelle ballad dautore [Goodbye;
Elsa; Nancy (With The Laughing Face)],
superbo interprete di Gershwin (Who Cares?),
Cannonball eccelle anche negli adattamenti di inconsueti
standard jazz firmati da insigni colleghi: Waltz For
Debbie e Know What I Mean? di Bill Evans, Venice
di John Lewis, Toy di Clifford Jordan. [P.S. - Il
decisivo ruolo di Evans è messo in rilievo dalla doppia
intestazione dellalbum e da una sua foto inserita
ad hoc nel design della copertina.] - B.A.
TOSHIKO AKIYOSHI /
CHARLIE MARIANO - TOSHIKO / MARIANO
QUARTET (1960)
TOSHIKO AKIYOSHI /
CHARLIE MARIANO - TOSHIKO MARIANO
QUARTET (1963)
TOSHIKO AKIYOSHI -
TOSHIKO AKIYOSHI IN JAPAN (LONG
YELLOW ROAD) (1970)
TOSHIKO AKIYOSHI -
JAZZ / THE PERSONAL DIMENSION (1971)
TOSHIKO AKIYOSHI -
MEDITATION / ASPECT OF TOSHIKO
AKIYOSHI QUARTET (1970)
TOSHIKO AKIYOSHI -
SUMIE (THE PERSONAL ASPECT IN JAZZ) (1971)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - KOGUN (1974)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - LONG YELLOW ROAD (1975)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - TALES OF A COURTESAN
(OIRANTAN) (1975)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - ROAD TIME (1976)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - INSIGHTS (1976)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - MARCH OF THE TADPOLES
(1977)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - LIVE AT NEWPORT
77 (1977)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - LIVE AT NEWPORT II (1977)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - SALTED GINGKO NUTS (1978)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - SUMI-E (1979)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - FAREWELL TO MINGUS (1980)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - FROM TOSHIKO WITH
LOVE
(TANUKIS NIGHT OUT) (1981)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - EUROPEAN MEMOIRS (1982)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - TEN GALLON SHUFFLE (1984)
TOSHIKO AKIYOSHI /
LEW TABACKIN - WISHING PEACE (1986)
ERIC ALEXANDER - NEW
YORK CALLING (1992)
ERIC ALEXANDER - STRAIGHT
UP (1992)
ERIC ALEXANDER - UP,
OVER & OUT (1993)
ERIC ALEXANDER /
LIN HALLIDAY - STABLEMATES (1996)
ERIC ALEXANDER - MODE
FOR MABES (1997)
ERIC ALEXANDER /
ONE FOR ALL - OPTIMISM
ERIC ALEXANDER /
ONE FOR ALL - TOO SOON TO TELL (1997)
BEN ALLISON - MEDICINE
WHEEL (1998)
BEN ALLISON - THIRD
EYE (1999)
BEN ALLISON - RIDING
THE NUCLEAR TIGER (2001)
BEN ALLISON /
FRANK KIMBROUGH - HERBIE NICHOLS
PROJECT / STRANGE CITY (2001)
BEN ALLISON - PEACE
PIPE (2002)
BEN ALLISON - BUZZ
(2004)
BEN ALLISON - LITTLE
THINGS RUN THE WORLD (2007)
BEN ALLISON - THINK
FREE (2009)
J.D. ALLEN - IN
SEARCH OF (1998)
BARRY ALTSCHUL - ANOTHER
TIME / ANOTHER PLACE (1978)
BARRY ALTSCHUL /
RAY ANDERSON / MARK HELIAS - BRAHMA (1980)
FRANCO AMBROSETTI
- LIGHT BREEZE (1997)
ARILD ANDERSEN - CLOUDS
IN MY HEAD (1975)

ARILD
ANDERSEN - SHIMRI
(1976) 
ARILD
ANDERSEN - GREEN SHADING INTO
BLUE (1978)
 Evviva,
grandi notizie, tutti in piazza a festeggiare! LECM ha finalmente
pubblicato su CD i primi album di Arild Andersen,
introvabili dai tempi del vinile e, fino a ieri, contesi
a caro prezzo dai collezionisti nelle aste telematiche.
La preziosa ristampa, proposta in un elegante cofanetto
di tre volumi, accresce lo stupore per un catalogo che
non solo resiste al tempo, ma sembra migliorare con gli
anni.
Clouds In My Head - Dopo il proficuo tirocinio
come session-man per Jan
Garbarek (Sart, Afric Pepperbird,
Triptykon), il contrabbassista norvegese ottiene una
scrittura personale da Manfred
Eicher ed esordisce con un superlativo quartetto
post-coltraniano in cui, accanto a due giovani fenomeni [Pål Thowsen
(batteria), Jon Balke
(pianoforte)], figura il fuoriclasse di Oslo Knut
Riisnæs (sax tenore/soprano, flauto). Il brillante
talento di Andersen come leader e compositore si
manifesta nella sublime intesa coi connazionali e
nellalgida bellezza dei temi. Il repertorio alterna
le atmosfere pastorali di 305 W 18 ST e Siv,
condotte dal flauto di Riisnæs, alle frenetiche cadenze
di Outhouse, Cycles e The Sword Under
His Wings, che impongono Balke nellélite dei
pianisti europei, per poi trovare sollievo
nellassorta contemplazione di Song For A Sad Day,
Last Song e Clouds In My Head.
Shimri - Lorganico cambia al 50% con
lingresso dello svedese Lars Jansson (pianoforte)
e del fiatista finnico Juhani Aaltonen
(sax tenore/soprano, flauto), delineando un combo tutto
scandinavo. La qualità della musica rimane alta, ma si
accentua levocazione estetizzante di climi e
paesaggi nordici, propria delletichetta tedesca. A
dispetto dellimmane potenza espressiva dei singoli
improvvisatori, i ritmi rallentano, per lasciare maggior
respiro ai fraseggi del tenore su Shimri e Dedication,
alla stupenda melodia disegnata dal soprano su No
Tears, agli accenti bucolici del flauto su Ways Of
Days e Vaggvisa För Hanna.
 Green
Shading Into Blue - La superba formazione di Shimri
è riconfermata. Lars
Jansson aggiunge al proprio arsenale un
sintetizzatore, utile per rifinire gli arrangiamenti e
ampliare la tavolozza timbrica, il che determina un
efficace contrasto tra la modernità dei suoni e
laustera dimensione acustica del progetto. La
matura unità dintenti del collettivo si evolve
privilegiando dialoghi strumentali sempre più liberi
dagli spartiti (Sole, Anima, Radkas
Samba, Green Shading Into Blue, Jana).
Con Green In Blue - Early Quartets lECM colma una grave
lacuna discografica, ma rimangono ancora intrappolati nel
vinile capolavori come Abercrombie
Quartet di John Abercrombie,
Five Years Later di Ralph Towner e John Abercrombie,
Ah di Enrico
Rava etc.
il recente recupero di alcuni
classici di Steve
Kuhn (Ecstasy, Motility, Playground)
ed Eberhard
Weber (Yellow Fields, Silent Feet, Little
Movements), raccolti con la stessa formula editoriale
(Lifes Backward Glances,
Colours), lascia ben
sperare per il prossimo futuro, e tuttavia
con
rispetto parlando, Manfred, che stracazzo aspettate a
disseppellire tutto? - B.A.
ARILD ANDERSEN - LIFELINES
(1980)
ARILD ANDERSEN - IF
YOU LOOK FAR ENOUGH (1992)
ARILD ANDERSEN /
MASQUALERO - BANDE À PART
(1985)
ARILD ANDERSEN /
MASQUALERO - AERO
(1987)
ARILD ANDERSEN /
MASQUALERO - RE-ENTER
(1990)
RAY ANDERSON - BIG
BAND RECORD
ANGLO ITALIAN
QUARTET - PUT IT RIGHT MR.
SMOOTHIE (1990)
Il movimento progressive inglese vide fiorire
una delle stagioni più creative del XX Secolo.
Linestimabile bagaglio di esperienze musicali che
Elton Dean ha accumulato durante quegli anni eroici
costituisce un patrimonio artistico che non va disperso.
La Splasc(H) ha immortalato su disco i
rapporti bilaterali coltivati all'interno di questa
solida formazione, e il talento del sassofonista torna a
esprimersi in un contesto ideale. Il quartetto poggia su
una struttura tipicamente colemaniana (ancia/ottone +
ritmi) e propone una prima linea britannica [(Elton Dean
(alto/soprano); Harry Beckett (tromba/flicorno)] sospinta
da un propulsione tutta italiana [Enrico Fazio
(contrabbasso); Fiorenzo Sordini (batteria)]. Leco
delle storiche incisioni Atlantic di Ornette Coleman è
amplificata anche dalla tromba di Harry Beckett, che
evoca il timbro giocoso e pigolante di Don Cherry. I
balenanti temi di Beckett e Dean sfrecciano sopra la
ritmica scoppiettante di Fazio e Sordini: i due italiani
formano un tandem ormai affiatatissimo, grazie alla lunga
consuetudine nei complessi di Carlo Actis Dato. Assoli e
sviluppi strumentali tutti da godere. Il CD contiene
anche due ottimi pezzi live. - B.A.
ANGLO ITALIAN
QUARTET - TWICE UPON A TIME
HORACEE ARNOLD -
TALES OF THE EXONERATED FLEA (1974)
ART STUDIO - ART
STUDIO (IL RAGNO) (1977)
ART STUDIO - DIAGNOSI
(1978)
ART STUDIO - PARALISI
(1981)
ART STUDIO - PRESAGIO
(1984)
ART STUDIO - PENSIERI
(1985)
ART STUDIO - THE
COMPLETE C.M.C. SESSIONS
(1978/1985) 
 La
longevità dellArt Studio rappresenta un miracolo
nella sfera delle relazioni umane (impegnati in varie
esperienze, i membri della formazione originale suonano
insieme da quasi 30 anni). La loro vicenda inizia durante
la transizione dalla disco-music al punk, quando quattro
sbarbatelli di provincia riuscirono ad acquisire una
straordinaria maturità espressiva (come compositori e
strumentisti) a dispetto di mode, convenzioni e
convenienze, raggiungendo esiti artistici che possono
giustificare un legittimo moto di orgoglio nazionale.
Come vivevano? Chi frequentavano? Che dischi ascoltavano?
Mistero. La ristampa Splasc(H) ripropone i
preziosi album pubblicati dalla CMC tra il 1978 e il 1985
(Diagnosi; Paralisi; Presagio; Pensieri).
Nelle note di copertina viene suggerito un parallelo
pertinente tra queste incisioni e i primi microsolchi di
Ornette Coleman: in effetti, stabilite le debite
proporzioni concernenti contesto sociale ed epoca
storica, non è azzardato attribuire a questo doppio CD
la stessa importanza del cofanetto Atlantic di Ornette (Beauty
Is A Rare Thing). La musica si regge su un
prodigioso equilibrio tra scrittura e improvvisazione, e
linterplay collettivo sfiora la telepatia proprio
grazie allassidua consuetudine reciproca. Enrico
Fazio (contrabbasso) e Fiorenzo Sordini
(batteria/percussioni) formano una sezione ritmica in
grado di sostenere la prima linea con gusto ed
energia. Presente
in veste di ospite, la pianista/cantante Irene Robbins
varia il tono degli arrangiamenti con virtuosismi
controllati e vocalizzi intensi. In questa atmosfera vedono la luce
temi complessi ma architettati con cura, spesso esposti
allunisono dai due solisti che, forti di
unindiscussa padronanza tecnica, sono liberi di
sfogare la propria immaginazione mettendo a confronto le
rispettive, complementari individualità: esuberante,
incontenibile, quasi dionisiaco Carlo Actis Dato (tenore/baritono/clarinetto
basso), un autentico satiro dei fiati; meticoloso,
raziocinante, a tratti glaciale Claudio Lodati (chitarra), autore di frasi
sinuose ma sempre sorrette da una logica stringente. La
qualità dei brani è omogenea e invariabilmente alta, un
vero piacere per chi apprezza polifonie e assoli
torrenziali, agganciati però a solide strutture
armoniche. - B.A.
ART STUDIO /
TIZIANA GHIGLIONI - ONDE (1987)
ART STUDIO - OFF
LIMITS (1997)
Per anni, sulle
pagine di Musica Jazz, lettori e giornalisti se le
sono date di santa ragione per osannare o denigrare Carlo Actis Dato e i
suoi gruppi: il solito cicaleccio da Lettere al
Direttore, noioso e inconcludente perché riferito ad
aspetti del tutto marginali (le citazioni
terzomondiste, i camuffamenti
promozionali etc.). In realtà, Lodati, Actis
Dato e colleghi - apparentemente immersi in
unirraggiungibile dimensione spazio-temporale -
suonano una musica molto più concreta, trasgressiva e
moderna di tanta presunta avanguardia sorretta dalla
chiosa altera di qualche pseudo-esperto. LArt
Studio è parte integrante di quella preziosa
specificità italiana - Napoli Centrale, Area etc. - che
ci consente di non abbassare lo sguardo quando
dialoghiamo con un interlocutore straniero. Rispetto ai
quattro eccellenti album CMC, Off Limits reca i
segni inequivocabili di una piena maturità. Chitarrista
dotato di una tecnica sopraffina, Claudio Lodati dispensa
le note con labituale parsimonia, per poi
abbandonarsi a lancinanti digressioni hard (Shango;
Melassa; Niokolo Koba) o alloriginale
uso del banjo, che dona un piccante sapore balcanico a Nord
Nord Est. Actis Dato maneggia la sua panoplia di
fiati (tenore/ baritono/clarinetto basso) con una
confidenza straordinaria, senza mai perdere la capacità
di legare lo sberleffo sonoro a un fraseggio sostanzioso
e incisivo (Fuori Dal Coro; Squeeze; Cozze
Di Gallipoli; Pio Pio). Sempre in gran forma
la sezione ritmica: Enrico Fazio (contrabbasso) - autore
dellinteressante tema monkiano Sturm Und Drang
- e Fiorenzo Sordini (batteria/percussioni). - B.A.
ARUNDO DONAX - CERA
UNA VOLTA (1996)
ARUNDO DONAX - ARUNDO
DONAX (1999)
ARUNDO DONAX - DANCERS
IN LOVE (2002)
ATIPICO TRIO - WHERE
THE REEDS DARE (1990)
ATIPICO TRIO - GONE
WITH THE WINDS (1996)
ALBERT AYLER - SPIRITUAL UNITY (1964)
ALBERT AYLER - BELLS / PROPHECY (1964/1965)
AZIMUTH - AZIMUTH
/ THE TOUCHSTONE / DEPART (1977/1979)

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