ULTIMI 12 MESI / PAST 12 MONTHS
Listen to the Radio / Ascolta la Radio   Listen to the Radio / Ascolta la Radio   Listen to the Radio / Ascolta la Radio
THE VOICE OF MUSIC ... LA VOCE DELLA MUSICA
HOME NEW A.O.R. SOUL FUSION JAZZ ROCK PROGRESSIVE FOLK
RADIO BEATLES 10cc FRANK ZAPPA SINATRA & Co. 20th CENTURY CINEMA FOREVER YOUNG LINKS
 
 

JAZZ

R

ENRICO RAVA - IL GIRO DEL GIORNO IN 80 MONDI (1972)

ENRICO RAVA - QUOTATION MARKS (1974)

ENRICO RAVA - PUPA O CRISALIDE (1974)

ENRICO RAVA - THE PILGRIM AND THE STARS (1975)

ENRICO RAVA - THE PLOT (1976) FOREVER YOUNG

ENRICO RAVA - ENRICO RAVA QUARTET (1978)

ENRICO RAVA - AH (1979) FOREVER YOUNG

ENRICO RAVA - OPENING NIGHT (1981)

ENRICO RAVA - ANDANADA (1983)

ENRICO RAVA / DINO SALUZZI - VOLVER (1986)

ENRICO RAVA - SECRETS (1986)

ENRICO RAVA - ANIMALS (1987)

ENRICO RAVA - BELLA (1990)

ENRICO RAVA - WHAT A DAY!!! (1991)

ENRICO RAVA - ELECTRIC FIVE (1995)

ENRICO RAVA - NOIR (1997)

ENRICO RAVA - EASY LIVING (2003)

ENRICO RAVA - HAPPINESS IS ... (2003)

ENRICO RAVA - THE WORDS AND THE DAYS (2005)


RAVA / D’ANDREA / VITOUS / HUMAIR - QUATRE (1989) FOREVER YOUNG

Enrico Rava, Roberto Gatto, Umberto Fiorentino, Maurizio Giammarco, Lingomania etc.La straordinaria formazione assemblata per quest’album appagò le legittime attese suscitate dal carisma dei suoi componenti (due italiani, un francese, un cecoslovacco), i cui rispettivi, prestigiosi curricula (Perigeo, European Rhythm Machine, Weather Report etc.) conferivano al quartetto un carattere cosmopolita pur senza intaccarne il retroterra europeo. Lo swing, concetto divenuto quanto mai ambiguo dopo cent’anni di jazz, in questo caso si configura come un materiale elastico da dilatare e comprimere a piacimento. La poderosa sezione ritmica supporta con vigore piano e tromba, creando una materia sonora densa ma flessibile. L’evocativa melodia calante di Mode For Versace viene sballottata all’interno del poligono strumentale, così da assumere forme e misure sempre diverse. Autoscontri e Flee Jazz sono altri due esempi di questo proficuo approccio stilistico, coi rispettivi temi espansi e stravolti dentro l’area circoscritta dagli arrangiamenti. L’intuibile difficoltà di coniugare libertà e disciplina richiedeva classe immensa e reciproca empatia, entrambe evidenti su F. Express, splendida ballad di Enrico Rava, e Merano, rivisitazione di Softly, As In A Morning Sunrise firmata da Franco D’Andrea. Nel 1990 Quatre vinse il Premio Arrigo Polillo come miglior disco dell’anno per i lettori di Musica Jazz. C’è ancora qualcuno a cui interessi un CD raffinato, concreto, bellissimo? - B.A.


ENRICO RAVA / ENRICO PIERANUNZI - NAUSICAA (1997)

DANILO REA / ROBERTO GATTO - BACI RUBATI / LIVE AT VILLA CELIMONTANA (2003)

SONNY RED - OUT OF THE BLUE (1959)


FREDDIE REDD with JACKIE McLEAN
THE MUSIC FROM “THE CONNECTION” (1960)
FOREVER YOUNG

Una delle perle più preziose del catalogo Blue Note è la colonna sonora firmata da Freddie Redd per un testo teatrale scritto dal drammaturgo Jack Gelber: dapprima rappresentato in palcoscenico dal Living Theatre, lo spettacolo fu poi trasposto su pellicola dalla regista d’avanguardia Shirley Clarke. A dispetto di un argomento scabroso per l’epoca (drogati, spacciatori, overdose) - sebbene già affrontato con coraggio da Otto Preminger e Frank Sinatra su The Man With The Golden Arm - l’opera ottenne riscontri positivi anche grazie alla splendida musica che l’accompagnava, suonata dal vivo e incisa in studio da un quartetto in cui, accanto al pianista/compositore e a un superbo tandem ritmico [Michael Mattos (contrabbasso); Larry Ritchie (batteria)], spiccava Jackie McLean in veste di attore e solista. Fin dalle prime note dell’album è evidente la perfetta simbiosi tra il garrulo sax alto di McLean e le cantabili melodie di Redd. Immersi in un tripudio di guizzi parkeriani, tempi sostenuti e reciproci inseguimenti strumentali, i sette pezzi (Who Killed Cock Robin?, Wigglin’, Music Forever, Time To Smile, Theme For Sister Salvation, Jim Dunn’s Dilemma, O.D.) sono tutti stupendi. Finalmente, ma sempre troppo tardi, The Music From “The Connection” è disponibile su CD. - B.A.


FREDDIE REDD - SHADES OF REDD (1960) FOREVER YOUNG

DIZZY REECE - STAR BRIGHT (1959)

DIZZY REECE - SOUNDIN’ OFF (1960)

ERIC REED - E-BOP (2000)

TONY REEDUS - INCOGNITO (1989)

KNUT RIISNAES / JON CHRISTENSEN - KNUT RIISNAES / JON CHRISTENSEN (1991/1992)

HOWARD RILEY - SYNOPSIS (1973)

HOWARD RILEY - OVERGROUND (1974/1975)


SAM RIVERS - FUCHSIA SWING SONG (1964) FOREVER YOUNG

Prima di diventare il più illustre esponente dell’avanguardia post-coltraniana, Sam Rivers vantava anche un ingaggio con Miles Davis (Aprile/Luglio 1964). Alla fine dello stesso anno, entrato nella scuderia Blue Note come session-man per Tony Williams (Life Time) e Larry Young (Into Somethin’), egli debutta a proprio nome con un autentico “instant classic”. Col versatile Jaki Byard (pianoforte) affiancato dalla sezione ritmica del “divino” - Ron Carter (contrabbasso), Tony Williams (batteria) - Rivers dispone di una squadra stellare. Come dimostreranno alcuni dischi successivi (Crystals; Paragon; Waves), il sassofonista preferiva operare in contesti sonori privi di piano, strumento armonico troppo vincolante per un improvvisatore radicale del suo livello. Eppure, proprio la “gabbia” espressiva costruita dai tre partner obbliga il leader a dibattersi come una belva, mettendo in mostra una personalità in cui convivono miracolosamente frenesia e disciplina. In seguito egli si misurerà quasi soltanto con pianisti eterodossi - Cecil Taylor, Don Pullen, Alexander Von Schlippenbach - ma la dimensione tradizionale di questo album consente di apprezzare una sfumatura diversa, ed egualmente affascinante, del suo stentoreo tenore. La prodigiosa inventiva di Rivers si riscontra anche nella bellezza dei temi, melodicamente avanzati persino per gli standard dell’etichetta. L’elegante ballad Beatrice verrà interpretata da capiscuola come Joe Henderson (An Evening With Joe Henderson; The State Of The Tenor), Chet Baker (Mister B.) e Anthony Braxton (23 Standards). Al tipico vigore dell’hard-bop si aggiunge lo slancio futurista degli arrangiamenti più dinamici (Fuchsia Swing Song; Downstairs Blues Upstairs; Cyclic Episode; Luminous Monolith; Ellipsis). Ristampato su CD in edizione limitata, Fuchsia Swing Song va custodito accanto ai capolavori in quartetto della Blue Note (Newk’s Time; Soul Station; Ju Ju; Inner Urge etc.). - B.A.


SAM RIVERS - CONTOURS (1965)

SAM RIVERS - A NEW CONCEPTION (1966)

SAM RIVERS - DIMENSIONS AND EXTENTIONS (1967)

SAM RIVERS - STREAMS (1973) FOREVER YOUNG

SAM RIVERS - CRYSTALS (1974)


SAM RIVERS / DAVE HOLLAND - DAVE HOLLAND / SAM RIVERS (1976) FOREVER YOUNG

Passato alla storia grazie agli album incisi per la Blue Note (Fuchsia Swing Song; Contours etc.) e divenuto un caso internazionale per la sfiancante maratona elvetica di Streams, Sam Rivers ha dominato gli anni '70 con il suo rigore intellettuale e la sua integrità artistica. Tra i diversi gioielli incisi all’epoca (Hues; Crystals; Paragon; Waves etc.), i duetti con Dave Holland pubblicati dalla IAI risaltano per la miracolosa empatia stabilita con il grande contrabbassista inglese, partner prediletto dai tempi di Conference Of The Birds. I quattro lunghi brani - uno per ciascun lato del vecchio formato Long Playing - offrono altrettanti, mirabili saggi di “improvvisazione controllata”. Holland asseconda i guizzi creativi di Rivers con prontezza telepatica, fornendo un appoggio saldo e raziocinante alle più spericolate manipolazioni sonore del polistrumentista. Fraseggi convulsi, sibili angoscianti, schiocchi d’ancia, diversivi ritmici, note sostenute: in ogni situazione Holland è sempre vigile col suo possente pizzicato e i suoi raffinati giochi d’archetto. {P.S. - Abbiamo assegnato la “stelletta” al primo volume perché contiene le due sezioni dedicate al sax [soprano (Waterfall); tenore (Cascade)], strumento su cui Rivers dà il meglio di sé.} - B.A.


SAM RIVERS / DAVE HOLLAND - DAVE HOLLAND / SAM RIVERS VOL. 2 (1976)

Quanto scritto per il primo volume vale anche per il secondo, con la sola differenza che su questo album Rivers si dedica al flauto (Ripples) e al pianoforte (Deluge), strumenti che impiega con un una maestria degna, rispettivamente, di Eric Dolphy e Cecil Taylor. Sostenuto dall’inestinguibile pulsazione di Holland, egli trasforma il proprio respiro in zufolanti geometrie sospese a mezz’aria, per poi avventarsi con impeto ferino sulla tastiera del Bösendorfer. Un virtuoso nel senso più completo del termine. Due CD da custodire tra i pezzi pregiati di qualsiasi collezione. - B.A.


SAM RIVERS - PARAGON (1977) FOREVER YOUNG

SAM RIVERS - WAVES (1978) FOREVER YOUNG

SAM RIVERS - CONTRASTS (1979)

SAM RIVERS / ALEXANDER VON SCHLIPPENBACH - TANGENS (1997)

SAM RIVERS / JULIAN PRIESTER - HINTS ON LIGHT AND SHADOW (1997)

FREDDIE ROACH - DOWN TO EARTH (1962)

FREDDIE ROACH - GOOD MOVE! (1963)

FREDDIE ROACH - BROWN SUGAR (1964)


MAX ROACH & CLIFFORD BROWN - DAAHOUD (1954)

Un mix di lirismo e di fuoco. Il grande talento di Clifford Brown si rivelava, oltre che nella bellezza del suono e nella complessità delle frasi, sul versante della composizione: Daahoud e Joyspring erano destinati a diventare classici del jazz. Da notare l’originale parafrasi di uno standard come I Get A Kick Out Of You, con le variazioni metriche da ¾ a 4/4. Gli assoli di Brown e Harold Land stimolano un riascolto attento di queste memorabili pagine, provenienti da un nastro del 1954 rimasto ignorato in casa di Max Roach fino al 1972. - Pino Candini


MAX ROACH - DEEDS, NOT WORDS (1958)


MAX ROACH - WE INSIST! FREEDOM NOW SUITE (1960)

Gli scottanti temi dei film di Spike Lee affrontati quarant’anni prima di Do The Right Thing e Jungle Fever. Se è vero che “anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”, quando giunse il turno della comunità afro-americana la collera provocò una delle più influenti rivoluzioni socio-culturali della storia. Ciascuno secondo la propria sensibilità, a quel movimento parteciparono giganti come Sonny Rollins (Freedom Suite), Charles Mingus (Charles Mingus Presents Charles Mingus), Ornette Coleman (Free Jazz) e tuttavia Max Roach propose il tema nel modo più esplicito. In collaborazione con la cantante Abbey Lincoln (moglie del batterista) e lo scrittore Oscar Brown Jr., Roach formulava un’istanza non negoziabile, gridandola a caratteri cubitali sulla copertina dell’album: lo sguardo ostile del barista ‘w.a.s.p.’ che serve tre clienti di colore è un manifesto programmatico di straordinaria potenza. Driva’ Man si apre con un crudo affresco della vita nelle piantagioni, in cui la voce salmodiante è seguita dal grandioso intervento strumentale di Coleman Hawkins. La presenza di un “senatore” come Hawkins, solitamente attivo in contesti più tradizionali e disimpegnati, dava la misura di quanto il problema dei diritti civili fosse avvertito a tutti i livelli. Il messaggio espresso da titoli come Freedom Day e Tears For Johannesburg è sottolineato dagli splendidi assoli di Booker Little (tromba), Walter Benton (sax tenore) e Julian Priester (trombone). Tamburi assortiti, richiami tribali, invocazioni strazianti e grida selvagge risuonano su All Africa e Triptych (Prayer / Protest / Peace). Libertà subito: senza "se" e senza "ma". - B.A.


MAX ROACH - PERCUSSION BITTER SWEET (1961)

MAX ROACH - SPEAK, BROTHER, SPEAK! (1962)

MAX ROACH - SOLOS (1977)

MAX ROACH - CHATAHOOCHIE RED (1982)

MAX ROACH / ABDULLAH IBRAHIM - STREAMS OF CONSCIOUSNESS (1977)

MAX ROACH / ANTHONY BRAXTON - BIRTH AND REBIRTH (1978)

MAX ROACH / CECIL TAYLOR - HISTORIC CONCERTS (1979)

SONNY ROLLINS - MOVING OUT (1954)

SONNY ROLLINS - WORKTIME (1955)

SONNY ROLLINS - TENOR MADNESS (1956) FOREVER YOUNG

SONNY ROLLINS - SAXOPHONE COLOSSUS (1956) FOREVER YOUNG

SONNY ROLLINS - SONNY ROLLINS VOL. 1 (1956)


SONNY ROLLINS - WAY OUT WEST (1957) FOREVER YOUNG

Deciso a misurarsi per la prima volta con la formula del trio senza pianoforte, Rollins sceglie un’etichetta e una sezione ritmica attive sulla costa occidentale (da cui il titolo del disco). La cifra espressiva dell’album è data proprio dal felice accostamento tra il muscoloso fraseggio del sassofonista e le sottigliezze timbriche prodotte dai due partner: il “senatore” Ray Brown (contrabbasso) e lo specialista Shelly Manne (batteria). Libero dalla zavorra dello strumento armonico, Sonny si immerge in apnea negli angusti interstizi dei temi, per riaffiorare carico di assoli preziosi, scultorei, talmente compiuti da sembrare scritti. Brown asseconda le improvvisazioni del leader con intuito infallibile, sebbene il suo stile possa apparire datato rispetto ai virtuosismi tecnici di un Eddie Gomez o di un Marc Johnson. Col suo tocco aereo ed elegante, Manne dona agli arrangiamenti la pulizia formale del ‘cool’ californiano. Rollins conferma il gusto per un repertorio inconsueto, quando non bizzarro, impiegando canzoncine anonime (Wagon Wheels) o improbabili (I’m An Old Cowhand) da cui, immancabilmente, riesce a estrarre prodigiose idee melodiche. Le ballad vengono prosciugate di ogni svenevolezza, fino a diventare pura materia musicale, pronta per gli intarsi del tenore: splendida l’interpretazione di There Is No Greater Love, e addirittura sublime la lettura della pagina ellingtoniana Solitude. Con la sua partenza bruciante e la sua irresistibile energia swing, Come, Gone si impose subito tra le sacre icone del jazz moderno insieme a So What (Kind Of Blue), Giant Steps (The Heavy-Weight Champion) e Goodbye Pork Pie Hat (Mingus Ah Um). Firmato da Rollins, il beffardo motivetto di Way Out West offre un ultimo spunto all’inesauribile inventiva dell’autore. Capolavoro assoluto. - B.A.


SONNY ROLLINS - SONNY ROLLINS VOL. 2 (1957) FOREVER YOUNG

Sbilanciamoci: Alfred Lion è una delle figure più importanti del 20° Secolo. Sbarcato negli U.S.A. nel 1938, in fuga dalla Germania Nazista, con passione autentica, gusto sublime e talento imprenditoriale fondò la Blue Note, applicando alla gestione dell’etichetta un metodo che prevedeva il compenso ai musicisti anche per le prove e una severissima cernita del materiale inciso (celebre l’espressione con cui contrassegnava a mano le bobine insoddisfacenti: “This session would be okay for release, but it is just not up to Blue Note standards.”). Dal 1939 al 1967, Lion creò un catalogo discografico che è tuttora punto di riferimento imprescindibile per artisti e appassionati in tutto il mondo. Tra gli innumerevoli capolavori prodotti sotto la sua guida illuminata, Sonny Rollins Vol. 2 è unanimemente considerato un classico al di sopra delle categorie. Con Art Blakey alla batteria, Paul Chambers al contrabbasso e Horace Silver al piano, la sezione ritmica non teme confronti. J.J. Johnson condivide la ribalta con Rollins, e l’abbinamento di due voci virili come trombone e sax tenore genera un indomito dinamismo che rimanda agli album registrati da Benny Golson con formula analoga (Gone With Golson; The Other Side Of Benny Golson; Groovin’ With Golson; Gettin’ With It). Al culmine della fama, Rollins mette in mostra tutte le qualità che gli valsero il meritato appellativo di “Saxophone Colossus”: voce strumentale perentoria, fraseggio incisivo e sardonico, inventiva inesauribile. Firmate dal leader, Why Don’t I e Wail March sviluppano dense masse armoniche su cui Sonny improvvisa usando il sassofono come uno scalpello. Su due composizioni di Thelonius Monk, Silver lascia il posto all’ineffabile autore che, col suo atipico uso della tastiera, propone un peculiare, affascinante approccio al blues (Misterioso) e alla ballad (Reflections). You Stepped Out Of A Dream e Poor Butterfly esaltano lo stile con cui Rollins affrontava gli standard, spogliando le melodie originali di ogni sentimentalismo. Ventisette anni dopo, la celeberrima foto scattata da Francis Wolff fu ripresa da Joe Jackson che, per la copertina di Body And Soul, si fece ritrarre in una posa identica. - B.A.


SONNY ROLLINS - THE SOUND OF SONNY (1957) FOREVER YOUNG

SONNY ROLLINS - NEWK’S TIME (1957) FOREVER YOUNG

SONNY ROLLINS - FREEDOM SUITE (1958) FOREVER YOUNG

SONNY ROLLINS - SONNY ROLLINS AND THE CONTEMPORARY LEADERS (1958)

SONNY ROLLINS - ON IMPULSE! (1965)

FURIO ROMANO / TOM HARRELL - INSIDE OUT (1991)

ROVA - CINEMA ROVATÉ (1978)

ROVA - THE REMOVAL OF SECRECY (1979)

ROVA - INVISIBLE FRAMES (1980/1981)

ROVA - AS WAS (1981)

ROVA - ROVA PLAYS LACY / FAVORITE STREET (1983)

ROVA - BEAT KENNEL (1987)

ROVA - BINGO (1996)

ROVA - THE WORKS (VOLUME 1) (1994)

ROVA - THE WORKS (VOLUME 2) (1995)

ROVA - THE WORKS (VOLUME 3) (1999)

ROSWELL RUDD - INSIDE JOB (1976)

RENZO RUGGIERI - ACCORDION VOYAGE (2000)

RENZO RUGGIERI - SPAGHETTI TIME (2002)

RENZO RUGGIERI - BENDS (2005)

PAUL RUTHERFORD - THE GENTLE HARM OF THE BOURGEOISIE (1974) FOREVER YOUNG

PAUL RUTHERFORD - OLD MOERS ALMANAC (1976)

PAUL RUTHERFORD - NEUPH (1978/1980)

PAUL RUTHERFORD - TETRALOGY (1978/1982)

PAUL RUTHERFORD - GHEIM (1983)

PAUL RUTHERFORD - TROMBOLENIUM (1986/1995)

PAUL RUTHERFORD - CHICAGO 2002 (2002)

RUTHERFORD / COXHILL / MÜLLER - MILWAUKEE 2002 (2002)

TERJE RYPDAL - TERJE RYPDAL (1971)

TERJE RYPDAL - WHENEVER I SEEM TO BE FAR AWAY (1974)


TERJE RYPDAL - AFTER THE RAIN (1976) FOREVER YOUNG

Entrambi sovraincisi personalmente dai titolari al Talent Studio di Oslo, After The Rain di Terje Rypdal e Characters di John Abercrombie sono album molto diversi l’uno dall’altro, sebbene concepiti dal produttore Manfred Eicher col medesimo intento: consentire a due dei più emblematici chitarristi ECM di esprimersi in solitudine. I rispettivi approcci strumentali distinguono in modo netto il norvegese dall’americano.
After The Rain - Con l’inconfondibile sonorità psichedelica della sua Stratocaster, Rypdal secerne note lunghe, sostenute, che fluttuano come bolle sopra gli accordi onirici del pianoforte. Intervallati da refoli di flauto (Wind, Little Bell) e bozzetti acustici (Now And Then, Multer), i brani più estesi (Autumn Breeze, Air, After The Rain, Kjare Maren, Vintage Year, Like A Child, Like A Song) compongono una sinfonia scintillante di bagliori siderali. - B.A.


TERJE RYPDAL - ODYSSEY (1975)

TERJE RYPDAL - WAVES (1977)

TERJE RYPDAL - DESCENDRE (1979)

RYPDAL / VITOUS / DE JOHNETTE - RYPDAL / VITOUS / DE JOHNETTE (1978)

RYPDAL / VITOUS / DE JOHNETTE - TO BE CONTINUED (1981)

TERJE RYPDAL / DAVID DARLING - EOS (1983)

TERJE RYPDAL - CHASER (1985)

TERJE RYPDAL - BLUE (1986)

TERJE RYPDAL - Q.E.D. (1993)

TERJE RYPDAL - IF MOUNTAINS COULD SING (1994)

TERJE RYPDAL - SKYWARDS (1996)

TERJE RYPDAL - LUX AETERNA (2000)

 

| A | B | C | D | E-F | G | H-I | J-K | L | M | N-Q | R | S | T | U-Z |

| HOME | NEW | A.O.R. | SOUL | FUSION | JAZZ | ROCK | PROGRESSIVE | FOLK | 20th CENTURY |
|
RADIO | BEATLES | 10cc | FRANK ZAPPA | SINATRA & Co. | CINEMA | FOREVER YOUNG | LINKS |