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 A.O.R.
LISA DAL BELLO - LISA DAL
BELLO (1977)
LISA DAL BELLO - PRETTY GIRLS
(1979)
PINO DANIELE - PINO DANIELE
(1979)
PINO DANIELE - NERO A
METÀ (1980)
PINO DANIELE - VAI
MO (1981)
PINO DANIELE - BELLA
MBRIANA (1982)
RON DANTE - STREET
ANGEL (1981)
NICK DeCARO - ITALIAN
GRAFFITI (1974)
TERESA DE SIO - SULLA
TERRA SULLA LUNA (1980)
TERESA DE SIO - TERESA
DE SIO (1982)
TERESA DE SIO - TRE
(1983)
NEIL DIAMOND - TOUCHING
YOU, TOUCHING ME (1969)
NEIL DIAMOND - TAP
ROOT MANUSCRIPT (1970)
NEIL DIAMOND - STONES
(1971)
NEIL DIAMOND - MOODS
(1972)
NEIL DIAMOND - JONATHAN
LIVINGSTON SEAGULL (1973)
NEIL DIAMOND - SERENADE
(1974)
NEIL DIAMOND - BEAUTIFUL
NOISE (1976)
NEIL DIAMOND - IM GLAD YOURE HERE WITH ME TONIGHT (1977)
NEIL DIAMOND - YOU
DONT BRING ME FLOWERS (1978)
NEIL DIAMOND - SEPTEMBER
MORN (1979)
NEIL DIAMOND - THE
JAZZ SINGER (1980)
NEIL DIAMOND - ON
THE WAY TO THE SKY (1981)
NEIL DIAMOND - HEARTLIGHT
(1982)
NEIL DIAMOND - PRIMITIVE
(1984)
NED DOHENY - HARD
CANDY (1976) 
 Il
secondo disco di Ned Doheny annuncia la rivoluzione A.O.R.
degli anni '70. Usando la sua chitarra acustica in chiave
eminentemente ritmica, Ned si avvale degli arrangiamenti
e della produzione di Steve Cropper (chitarrista e mitico
autore di In The Midnight Hour). Lardita
fusione tra il country-rock californiano e il soul
targato Motown/Stax produsse un suono originale ed
efficace. Lidea di utilizzare lo strumento dei
cantautori per disegnare sofisticate geometrie funky
viene applicata su Get It Up For Love e
lesito artistico risulta subito convincente:
lanno dopo fu scelta dalla Average White Band per
aprire lalbum inciso con Ben E. King (Benny And Us). Come
suggerito dalle eleganti foto di copertina,
unondata di freschezza attraversa tutti i brani,
mentre la voce cordiale e comunicativa di Doheny è
assecondata da alcuni ottimi musicisti, tra cui
riconosciamo il preciso batterista Gary Mallaber e un
giovane David Foster, già raffinato e incisivo. Oggi
sembrano solo belle canzoni, ma allora If You Should
Fall, Each Time You Pray, Ive Got
Your Number erano veri e propri manifesti di una
nuova estetica musicale che cercava di emergere nel mare
della disillusione post-psichedelica. A Love Of Your
Own, intensa ballad che guarda allo stile di Ashford
& Simpson, è anche la prima di alcune proficue
collaborazioni con Hamish Stuart, presente ai cori: la
versione gemella della Average White Band si
può rintracciare su Soul Searching (1976). Una
brillante introduzione chitarristica lancia On The
Swingshift, palpitante pezzo soul vivacizzato da
imprevedibili e gustosi mutamenti di tono. A distanza di
tanti anni, Hard Candy rimane una delle opere più
influenti di quel nuovo corso musicale che nel decennio
rappresentò lunica autentica innovazione dopo il progressive. - B.A.
NED DOHENY - PRONE
(1978) 
Il naturale seguito di Hard Candy, una
splendida conferma. Gli manca solo leffetto
sorpresa del predecessore. - B.A.
NED DOHENY - LIFE
AFTER ROMANCE (1988)
NED DOHENY - LOVE
LIKE OURS (1991)
NED DOHENY - POSTCARDS
FROM HOLLYWOOD (1991)
NED DOHENY - BETWEEN
TWO WORLDS (1993)
DANE DONOHUE - DANE
DONOHUE (1978) 
Riflettiamo un
momento. Come è stato possibile che un capolavoro di
questo livello abbia venduto quattro copie e che
lartefice di tanta grazia sia un illustre
sconosciuto anziché uno dei più celebrati protagonisti
del rock? È da rimbambiti lamentarsi se Dane Donohue ha
inciso un solo lavoro dal 1978 a oggi? Cerchiamo di
considerare i fatti con distacco: la Columbia prima,
pubblicando il LP, e la SONY poi, ristampando il CD in
Giappone, hanno senzaltro fatto la loro parte. Non
si può chiedere a degli industriali di trasformarsi in
mecenati. La tesi secondo cui la causa di un mancato
successo è invariabilmente riconducibile ai cattivoni
della casa discografica che non promuoverebbero
adeguatamente il loro artista è solo un altro alibi che
giornalisti e conduttori radiofonici hanno confezionato
per occultare la propria incompetenza. Oltretutto questi
ultimi fingono di non sapere che, fino a prova contraria,
sono i media, e non le case discografiche, a orientare le
opinioni e a determinare il maggiore o minore consenso su
un certo musicista, per esempio dedicandogli lo stesso
spazio che riservano ai raccomandati italiani. Il disco.
Una voce che può vagamente ricordare Jackson Browne, uno
spiccato talento poetico, alcuni eleganti assoli di Larry
Carlton ed Ernie Watts e, soprattutto, una decisa
inclinazione a rinnovare il rock con sapienti innesti di
jazz, funk e canzone dautore. Il brano che apre il
disco delinea chiaramente la statura pioneristica di
Donohue: insieme a Lost In The Hurrah di Marc
Jordan (Blue Desert)
e After The Love Is Gone degli Airplay (Airplay), Casablanca
è un antipasto ideale per introdurre lA.O.R.
- Una sintonia perfetta tra la stupenda linea
melodica, le immagini cinematografiche evocate dal testo,
limpulso ritmico del Fender-Rhodes e una fuga
strumentale che lancia a briglia sciolta il vibrafono di
Victor Feldman e la chitarra di Carlton. Non fosse altro
che per il reiterato invito a ballare, anche Dance
With a Stranger evoca alcune cose di Marc Jordan,
che nello stesso anno precorreva i tempi con il suo Mannequin.
Un memorabile intervento acustico di Steve Lukather
personalizza Whatever Happened. Terence Boylan
ha prodotto lalbum e la sua influenza è
evidentissima su What Am I Supposed To Do e Where
Will You Go, due classici country-rock californiani.
Decisamente più nere sono Woman, Cant
Be Seen e Tracey, tre raffinati cocktail
soul-rock in cui il tocco di classe è garantito dalla
presenza di alcuni ospiti tra cui Stevie Nicks, Bill
Champlin, Jai Winding, Ed Greene, Steve Gadd, Jay
Graydon, che si avvicendano con la consueta
professionalità. Il colpo al cuore arriva con Freedom,
struggente perla di saggezza sugli inconvenienti di
unagognata libertà sentimentale che può
tramutarsi in solitudine. La convinzione con cui la
interpreta Dane porta il segno di una credibile
esperienza personale. Fazzoletti a portata di mano
durante lascolto! Splendida la copertina, con
impeccabile look anni Settanta di Dane e immancabile
'femme fatal' che si allontana sullo sfondo. - B.A.
DOOBIE BROTHERS - TAKIN
IT TO THE STREETS (1976)
The first album to feature the distinctive
vocals of Michael McDonald, [this] is one in a long line
of landmark efforts from a seminal American band. Takin'
It To The Streets marks a distinct musical shift for
the pioneering group, incorporating jazz and R&B
elements into a contemporary rock setting. The result is
one of the most influential albums in the group's
ten-year career. Shortly after [1975], founding member
Tom Johnston left for health reasons and was replaced by
St. Louis-bred singer, songwriter and keyboardist,
Michael McDonald. McDonald's haunting tenor, which would
become a trademark of much of the band's later material,
is heard for the first time on such cuts as the
title-track, Losin' End and It Keeps You
Runnin. Produced by Ted Templeman, Takin' It
To The Streets also highlights the subtle
instrumental interplay and increasingly funky rhythms
that would come to yield still more classic Doobie
Brothers music. - CD notes
DOOBIE BROTHERS - LIVIN
ON THE FAULT LINE (1977) 
La copertina richiama
esplicitamente lo stile Hipgnosis, con il Trans-Am
Building di San Francisco collocato nella stessa
scenografia post-atomica dellultima inquadratura di
Planet Of The Apes (Il Pianeta Delle Scimmie),
ma gli ingannevoli indizi progressive
si fermano a quel fotomontaggio. In realtà, Livin
On The Fault Line è un genuino, squisito prodotto
del rivoluzionario amalgama tra soul, jazz e West Coast.
Allepoca, il neonato movimento A.O.R. doveva già
affrontare la concorrenza sleale del punk, osceno
guazzabuglio di berci e schiamazzi, e della
disco, tortura psicologica con cui i servizi
deviati perseguivano lottundimento delle coscienze.
Nonostante tutto, questa musica garantì la sopravvivenza
del genere umano e, ancora oggi, molti reduci degli anni
Settanta sono grati ai Doobie Brothers per averli difesi
dai crudeli fratelli Di Molfetta. Ancor più che nel
precedente Takin It To The Streets, qui si
avverte linfluenza di Michael McDonald,
carismatico fuoriclasse che, reclutato nel 1976, impose
unonesta band californiana nella trinità rock
statunitense (Steely Dan, Little Feat, Doobie Brothers).
Le tastiere e la voce mulatta di Michael verranno contese
dagli artisti più prestigiosi (Carole Bayer Sager, Kenny
Loggins, Stephen Bishop, Christopher Cross, James Ingram,
Patti Austin, Jimmy Webb, Diana Ross, Helen Reddy, Patti
Labelle, Aretha Franklin etc.), fino a divenire colonna
sonora di una stagione memorabile. Gli arrangiamenti
alimentati dalla doppia coppia motrice di batterie e
chitarre generano un suono ricco, voluminoso, che esalta
gli intensi conflitti sentimentali espressi nei testi. Youre
Made That Way, Livin On The Fault Line e
Chinatown lasciano ampio spazio alle doti strumentali
del collettivo, con assoli, stacchi ritmici e virtuosismi
a go go. I cori armonizzati di Echoes Of Love
rimandano alla grande lezione dei Beach Boys, mentre la
cover di Little Darling (I Need You) preannuncia i
due CD che Michael dedicherà alla Motown. Elegante,
sensualissima canzone damore scritta da McDonald e
Carly Simon, You Belong To Me corona una
collaborazione iniziata sullo splendido Another
Passenger, album in cui la cantautrice interpretava It
Keeps You Runnin insieme a tutto il gruppo. Con
uninfallibile melodia che esorta a passarci
sopra (Nothin But A Heartache) e una
ballad ricamata dallarmonica di Norton Buffalo (Theres
A Light), Michael assume ufficialmente il controllo
dellazienda. Il saggio di fingerpicking eseguito da
Patrick Simmons (Larry The Logger Two-Step) appare
del tutto incoerente rispetto al resto, eppure è un
finale delizioso. - B.A.
DOOBIE BROTHERS - MINUTE BY MINUTE (1978)

 Un album può passare alla storia anche per
5 canzoni su 10. In questo caso, si tratta
dellimponente contributo di Michael McDonald.
Proprio gli episodi firmati da Michael trainarono Minute
By Minute verso un travolgente successo artistico e
commerciale. Probabilmente nemmeno i membri della band si
aspettavano un riscontro simile, ma in un 1978 avaro di
concretezza, il soul rivisitato dei Doobie Brothers
contrappose una sostanziosa varietà stilistica alla
tetra monotonia del punk e della disco-music. La
spettacolare introduzione pianistica di Here To Love
You, sorretta da doppia batteria + congas (Keith
Knudsen/John Hartman/Bobby LaKind) surriscalda
latmosfera, e quando entra la voce di McDonald il
clima è già torrido. Lalbum coinvolse, anche
indirettamente, alcuni nomi davvero significativi: Kenny
Loggins compose insieme a McDonald What A Fool Believes
(3 Grammy Awards, una cover di Aretha Franklin, e
lavvio di un sodalizio prestigioso e proficuo);
Carole Bayer Sager collaborò alla stesura di How Do
The Fools Survive?; Helen Reddy interpretò la
title-track nel suo magnifico Reddy; Maria Muldaur
scelse Open Your Eyes per intitolare il suo album
del 1979, e ne offrì una versione entusiasmante. - B.A.
DOOBIE BROTHERS - ONE
STEP CLOSER (1980) 
Scegliere il disco
giusto per le vacanze è unarte. La buona musica
può trasformare il tugurio più squallido in una reggia,
la topaia più sudicia in una suite imperiale; viceversa,
anche lalloggio più esclusivo diventa un inferno
se lamico incaricato di portare le cassette
tormenta la comitiva con unantologia degli Stadio.
Inciso con il proposito di ripetere lo strepitoso
successo di Minute By Minute,
il testamento spirituale dei Doobie Brothers non produsse
gli utili sperati ($): in compenso, da oltre
ventanni assicura una colonna sonora ideale per
gite in barca, aperitivi in terrazza e scorribande in
cabriolet. La registrazione fu preceduta da un piccolo
rimpasto: lo specialista Chet McCracken (batteria,
vibrafono etc.) sostituì il veterano John Hartman; dai
Clover arrivò John McFee (chitarra), che prese il posto
del dimissionario Jeff Baxter; Cornelius Bumpus parve
spuntare dal nulla, ma si dimostrò alleato prezioso
nella delicata missione di spingere la band là, dove nessuno è mai giunto
prima. Domato a fatica listinto rock,
il nuovo organico di sette elementi combinava gli echi
della strada con influenze di matrice afro-americana
(soul, funk, R&B, jazz). La 'fusione', magistralmente
controllata da Ted Templeman, generò un suono caldo,
magmatico, gorgogliante. Michael McDonald confessa
unincrollabile fede nella dottrina Motown/Stax con Real
Love, Keep This Train A-Rollin e Dedicate
This Heart, questultima scritta insieme a Paul
Anka (lincontro sortirà effetti straordinari
sullalbum Walk A Fine Line); South Bay
Strut è un raffinato strumentale che deve molto a
Spyro Gyra e Seawind; dietro il tema di One By One
si nasconde linfallibile senso melodico di Michael,
mentre lo spirito dei Beach Boys aleggia su One Step
Closer. Dimostrando unumiltà non comune, dopo
lingresso di McDonald (1976) Patrick Simmons rimase
sempre un passo indietro rispetto allex-corista
degli Steely Dan, pur senza rinunciare alle abituali
irruzioni sul confine messicano o nei quartieri asiatici:
Just In Time e No Stoppin Us Now
riadattano quelle esperienze in chiave pop. A sorpresa,
lenigmatico Bumpus serve in tavola la pietanza più
prelibata: la ricetta di Thank You Love è
composta di devozione, sentimento, estasi, profumi
esotici, assoli memorabili e superbe armonie vocali. - B.A.
| STEVE DORFF - ORIGINAL
DEMOS (2004) |
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ROBBIE DUPREE - ROBBIE
DUPREE (1980)
La notte
prima di scrivere Steal Away, Robbie Dupree sognò
Michael McDonald e Kenny Loggins che gli ordinavano di
farlo: il suo omaggio (consapevole o meno) a What A
Fool Believes è al di sopra di ogni sospetto, e
fruttò anche un successo a 45 giri, circostanza rara per
gli sfortunati eroi dellA.O.R. - I buongustai più raffinati non
mancheranno di apprezzare Hot Rod Hearts, inedito
di Bill LaBounty in stile Doobie, lespressiva
armonica a bocca suonata da Robbie su Its A
Feeling, i giochi percussivi di Peter Bunetta su Im
No Stranger, le accattivanti melodie di Thin Line,
Love Is A Mistery, Nobody Else, Lonely
Runner, e il malinconico fascino di We Both Tried,
una perla pescata nel primo disco di Bill Champlin (Single).
- B.A.
ROBBIE DUPREE - STREET
CORNER HEROES (1981)

Abituato
a dormire con i dischi dei Doobie Brothers sotto il
cuscino, Robbie Dupree possiede una voce che non si
dimentica: il suo timbro amabile, vissuto e leggermente
roco evoca quello di Michael McDonald, senza scadere in
una servile imitazione. Forte solo del proprio talento,
Dupree (vero nome Dupuis) ebbe la fortuna di imbattersi
in due straordinari produttori-musicisti, Rick Chudacoff
(basso) e Peter Bunetta (batteria), che lo accolsero
nella propria scuderia: dopo la scommessa vinta con lo
splendido album desordio (Robbie Dupree), la
coppia puntò ancora sul cavallo di razza, spingendolo
verso il traguardo di una piena maturità. Ben quattro
brani originali firmati da Bill LaBounty (Desperation;
Brooklyn Girls; Missin You; The
Long Goodbye) sono un lusso che non tutti possono
concedersi. Per valorizzare un simile capitale sarebbe
bastato poco, ma dagli arrangiamenti traspaiono con
chiarezza cura e dedizione estreme. Attorno
allaffiatata sezione ritmica di Chudacoff e Bunetta
ruota un gruppo di collaboratori fidati ed efficienti, in
grado di produrre un suono elastico, nitido ed elegante:
Bill Elliott (tastiere), Brian Ray (chitarre), Arno
Lucas, Joe Turano e Leslie Smith (cori), etc. - Lo
schietto romanticismo di Street Corner Heroes,
unito a un poderoso crescendo melodico, mette in riga
sedicenti boss e profeti della
retorica rock. Ill Be The Fool Again e Are
You Ready For Love? sono due moderni standard pop
interpretati con grande classe, e il secondo offre
loccasione per riscoprire un autore bravo e
sconosciuto come Greg Guidry (Over The Line).
Free Fallin è unode vibrante di
nostalgia per le prime storie damore, che finiscono
ma non si scordano mai. Per palati fini e anime
sensibili. - B.A.
ROBBIE DUPREE - CARRIED
AWAY (1990)
ROBBIE DUPREE - WALKING
ON WATERS
ROBBIE DUPREE - SMOKE
AND CIGARETTES
EAGLES - DESPERADO
(1973)
EAGLES - ONE
OF THESE NIGHTS (1975)
EAGLES - HOTEL CALIFORNIA (1976)

 Meticulous
craftsmanship during all phases of recording was preceded
by more than a year and a half of reflection and writing.
Hotel California contributed to the groups
growing reputation for writing masterful editorials on
the singular state of mind called Southern California. - CD
notes
La West Coast riassunta in un disco.
Fin dalla sua apparizione sulle stazioni FM,
larpeggio introduttivo di Hotel
California si è installato nellimmaginario
popolare come sequel adulto della spensierata
estate dei Beach Boys. Il sogno era davvero
finito, infranto dallora fatale dei bilanci, e gli
Eagles furono i primi a prenderne coscienza (questa
precoce consapevolezza attirò loro accuse tanto
infamanti quanto gratuite: per i dettagli vi rimandiamo
al nostro dossier). La fiaba
onirica della title-track si compone di tre momenti
cruciali: una melodia celeberrima, lallarmante
monito conclusivo - you can
check out anytime you like, but you can never leave
- e il magnifico assolo in dissolvenza (quello che le
oche della radio tagliano sempre prima della fine,
parlandoci sopra). Scritta da Henley e Frey insieme a
John David Souther, New Kid In Town è una
variazione sul tema del nuovo arrivato in paese,
unopera darte che amalgama armonie vocali
immacolate col ritmo ozioso della vita sul confine
messicano: curiosità, aspettative, pettegolezzi e
passioni convergono sulla poetica figura di Johnny
Come Lately, per culminare in un passaggio
rivelatore: they will
never forget you till somebody new comes along.
La genuina indole rock di Joe Walsh - appena arruolato -
irrompe su Life In The Fast Lane, bruciante riff
ad alta velocità, e su Victim Of Love, fragorosa
salva elettrica esplosa in memoria dellennesimo
cuore spezzato. Le due ballad dellalbum comunicano
un pathos autentico e intenso: Don Henley si cala con
disinvoltura nellarrangiamento orchestrale di Wasted
Time, offrendo uninterpretazione che lo colloca
nellélite dei grandi batteristi-cantanti, accanto
a Phil Collins, Kevin Godley e Larry Lee; lo stesso Walsh
- valoroso polistrumentista che dietro la faccia da
pugile nasconde una voce imprevedibilmente morbida -
firma Pretty Maids All In A Row, crescendo emotivo
carico di ricordi e romanticismo. Cè ancora spazio
per Randy Meisner - schivo autore
dellindimenticabile Take It To The Limit -
che sforna unaltra grande canzone: Try And Love
Again si sviluppa sul contrasto tra un coro
malandrino, il timbro rugginoso della Gretsch e la
sonorità fluida delle chitarre acustiche. Grammy a Bill
Szymczyk, per una produzione superlativa. [P.S. - Il
mea culpa ipocrita
di Gino Castaldo: se ne consiglia la lettura a un
pubblico non impressionabile.] - B.A.
EAGLES - THE
LONG RUN (1979)
SCOTT ENGLISH - SCOTT
ENGLISH (1978)
EYE TO EYE - EYE TO EYE (1982)

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