 SOUL
EARTH, WIND & FIRE
- HEAD TO THE SKY (1973)
EARTH, WIND & FIRE
- OPEN OUR EYES (1974)
EARTH, WIND & FIRE
- THATS THE WAY OF THE WORLD (1975)
EARTH, WIND & FIRE
- SPIRIT (1976)
EARTH, WIND & FIRE
- ALL N ALL (1977)
EARTH, WIND & FIRE
- I AM (1979)
EARTH, WIND & FIRE
- FACES (1980)
EARTH, WIND & FIRE
- RAISE! (1981)
5th DIMENSION - UP,
UP AND AWAY (1967)
5th DIMENSION - THE
MAGIC GARDEN (1967)
5th DIMENSION - STONED
SOUL PICNIC (1968)
ROBERTA FLACK - FIRST
TAKE (1969)
ROBERTA FLACK - CHAPTER
TWO (1970)
ROBERTA FLACK - QUIET
FIRE (1970)
ROBERTA FLACK / DONNY
HATHAWAY - ROBERTA FLACK & DONNY HATHAWAY (1972)
ROBERTA FLACK - KILLING
ME SOFTLY (1973)
ROBERTA FLACK - FEEL
LIKE MAKIN LOVE (1975)
ROBERTA FLACK - BLUE
LIGHTS IN THE BASEMENT (1977)
ROBERTA FLACK - ROBERTA
FLACK (1978)
ROBERTA FLACK / DONNY
HATHAWAY - ROBERTA FLACK FEATURING
DONNY HATHAWAY (1980)
ROBERTA FLACK / PEABO
BRYSON - LIVE & MORE (1980)
ROBERTA FLACK - IM
THE ONE (1982) 
Non intendiamo metterci a sottilizzare sugli
album di Roberta Flack (First
Take; Chapter Two; Quiet Fire; Killing
Me Softly; Feel Like Makin Love; Blue
Lights In The Basement; Roberta Flack): sono
tutti indispensabili, punto e basta. È solo che, a
nostro avviso, una provvidenziale concomitanza di scelte
e situazioni decreta lo status di capolavoro per Im
The One. Una band stellare, padrona dellidioma jazz quanto della formula fusion: Steve Gadd (batteria), Marcus Miller (basso),
Richard Tee (piano elettrico), Eric Gale (chitarra). Una
coppia di produttori/autori motivati ed esperti: Ralph
MacDonald e William Salter. La voce di Roberta, al
culmine della sua evoluzione stilistica fatta di classe
limpida e latente sensualità. La controversa fase
storica: dischi come questo* ci aiutarono a superare
indenni gli stenti di quei giorni da bere.
Già dai primi battiti cardiaci di Im The One,
Happiness, Love And Let Love e Til
The Morning Comes si capisce che un altro mondo era
possibile: quante vite si sarebbero risparmiate se
lelegante scansione ritmica di Steve Gadd avesse
prevalso sul Gioca Jouer di Claudio Cecchetto!
Ecco le prove. Linfallibile penna di Bill Withers
si riconosce sullaccattivante melodia di In The
Name Of Love. Col suo soul rivisitato in chiave
adulta, Peabo Bryson mette in guardia il
gentil sesso dalle lusinghe maschili (Ordinary Man),
seducenti ma foriere di amarezza e disillusione: insieme,
Bryson e Flack registreranno gli ottimi Live &
More e Born To Love. Le due ballad vantano le
firme nobili di Burt
Bacharach e Bobby
Caldwell: 1) con le parole di
Carole Bayer Sager e le rifiniture di Bruce Roberts,
Making Love impone la legge del genio di Kansas City
nellarena A.O.R.; 2) la sublime cover di Roberta immortala Never
Loved Before, incomparabile canzone damore che
lo stesso Bobby inciderà lanno successivo,
arrangiandola per solo piano (August Moon).
[P.S. - *Per non vergognarsi di essere cresciuti negli
anni Ottanta, suggeriamo lascolto dei seguenti CD: Bi-Coastal, Sometimes
Late At Night, Carry On, Runaway, Windsong, Objects Of Desire, On Your Every Word, Full Circle, Breakin
Away, A Hole In The Wall, Retro
Active, Bill LaBounty, If I
Should Love Again, If
Thats What It Takes, Pages, Gaucho, Nightwalker, Friends In
Love, Angel Heart.] - B.A.
ROBERTA FLACK / PEABO
BRYSON - BORN TO LOVE (1983)
FOUR TOPS - REACH
OUT (1967)
ARETHA FRANKLIN - I
NEVER LOVED A MAN THE WAY I LOVE YOU (1967)
ARETHA FRANKLIN - LADY
SOUL (1968)
ARETHA FRANKLIN - ARETHA
NOW (1968)
ARETHA FRANKLIN - WITH
EVERYTHING I FEEL IN ME (1974)
ARETHA FRANKLIN - LET
ME IN YOUR LIFE (1974)
ARETHA FRANKLIN - YOU
(1975)
ARETHA FRANKLIN - SWEET
PASSION (1977)
ARETHA FRANKLIN - LA
DIVA (1979)
ARETHA FRANKLIN - ARETHA
(1980)
ARETHA FRANKLIN - LOVE
ALL THE HURT AWAY (1981)
ARETHA FRANKLIN - JUMP
TO IT (1982)
ARETHA FRANKLIN - GET
IT RIGHT (1983)
ARETHA FRANKLIN - WHOS
ZOOMIN WHO? (1985)
ARETHA FRANKLIN - ARETHA
(1986)
MARVIN GAYE & TAMMI
TERRELL - YOURE ALL I NEED
(1968)
MARVIN GAYE - I
HEARD IT THROUGH THE GRAPEVINE (IN THE GROOVE) (1968)
MARVIN GAYE - M.P.G.
(1969)
MARVIN GAYE - WHATS GOING ON
(1971) 
Il suono
dellAmerica giovane diventava adulto e, in una
stagione animata da movimenti di cui gli odierni
no-global rappresentano una patetica
caricatura, venivano pubblicati i visionari album dei
Temptations prodotti da Norman Whitfield (Cloud Nine; Puzzle People; Psychedelic Shack) e
altri capolavori come Shaft di Isaac Hayes, Sunshower di
Thelma Houston, 3614 Jackson Highway di Cher, Gonna Take A Miracle
di Laura Nyro, Pieces Of A Man di Gil
Scott-Heron. Col senno di poi, è interessante analizzare
lapproccio di quegli artisti verso temi scomodi
come guerra, droga, ambiente, discriminazione: la loro
prospettiva differiva non poco dal concetto di
impegno caro ai gruppi progressive
europei, intrisa comera di una profonda
spiritualità - scevra da fanatismi di sorta - e
sostenuta da un solido pragmatismo, laddove nel vecchio
continente il rock evocava spesso mondi e personaggi
fiabeschi. Le lucide riflessioni sul declino della
società moderna contenute in Whats Going On
risuonano profetiche e allarmanti oggi come allora. Nel
booklet delledizione de-luxe Smokey Robinson
ricorda le perplessità di Berry Gordy di fronte a un
progetto così ambizioso e, soprattutto, diverso dal
collaudato stile Motown. Gaye convinse il tycoon
minacciando uno sciopero a oltranza: il
risultato di questo insopprimibile slancio creativo,
lontano anni luce dallaccattivante slogan
delletichetta (The Sound Of Young America),
suscitò consensi unanimi. I sostanziosi contenuti lirici
vanno considerati un extra-bonus rispetto
allimmenso valore musicale del disco, concepito in
forma di suite a tema: i brani sono legati da un denso
tessuto connettivo di cori e passaggi orchestrali -
arrangiati da David Van DePitte - su cui svetta
lindomabile voce di Marvin. Accordi ricercati,
frequenti variazioni ritmiche, alternanza di momenti
dinamici e atmosfere più pensose: dal taglio netto col
passato nasce un codice espressivo che resisterà persino
alla disco. Le nove perle della collana si
equivalgono, ma alcune canzoni hanno attecchito anche
allesterno: Robert Palmer ha recuperato Mercy
Mercy Me (The Ecology) per un brillante medley con I
Want You, altro classico di Gaye; ripresa dai Working
Week, Inner City Blues (Make Me Wanna Holler) ha
dato la stura al riflusso soul nel Regno Unito; tra le
numerose versioni della title-track, ci piace ricordare
una commovente interpretazione di Michael McDonald
durante il concerto di Milano del 1994. - B.A.
MARVIN GAYE - TROUBLE
MAN (1972)
MARVIN GAYE - LETS GET IT ON
(1973) 
Più volte indicato
dal protagonista di High Fidelity
(Alta Fedeltà) -
successo letterario di Nick Hornby - come uno dei
top five records di sempre, Lets Get
It On ha effettivamente reso felici milioni di Rob
Fleming sparsi per il mondo. Diciamolo subito: musica
soul di questo spessore non si produce più, ormai
rimpiazzata, quando va bene, da voci belle e
senzanima alle prese con arrangiamenti in cui
trionfa il manierismo. Qui, al contrario, abbiamo un
doppio, prestigioso trademark of quality
garantito dalletichetta e dallanno di
pubblicazione: Motown, 1973. Dopo limpegno
politico-ambientalista di Whats
Going On, Marvin torna al 'privato' con un album
che celebra la passione come energia fisica e spirituale.
Il messaggio della title-track non potrebbe essere più
chiaro:
giving
yourself to me / can never be wrong / if the love is true
. Già più maturo rispetto agli
standard dellepoca e tuttavia non ancora infettato
dalla stucchevole monotonia della 'disco', il suono
sgorga rigoglioso da una calibrata miscela di archi
vellutati, ritmi elastici e sovraincisioni vocali. La
velocità di crociera consente allascoltatore di
godersi il paesaggio, passando dai tempi lenti di Please
Dont Stay (Once You Go Away), Distant Lover
e Just To Keep You Satisfied (memorabile la
versione di Randy
Crawford nel suo Raw Silk)
a quelli medi di You Sure Love To Ball, Come
Get To This e Keep Gettin It On. Un
disco che funziona sempre e ovunque: su un costoso
impianto hi-fi o nellautoradio più sgangherata, da
soli o in compagnia, depressi o appagati, aitanti o
decrepiti. Provate con If I Should Die Tonight:
avvertirete un moto di sovrano compatimento verso chi
straparla di sensualità riferendosi agli
esangui manichini di MTV. - B.A.
MARVIN GAYE - I
WANT YOU (1976)
MARVIN GAYE - HERE,
MY DEAR (1978)
MARVIN GAYE - MIDNIGHT
LOVE (1982)
DONNY HATHAWAY - EVERYTHING
IS EVERYTHING (1970)
DONNY HATHAWAY - DONNY
HATHAWAY (1971)
DONNY HATHAWAY - EXTENSION
OF A MAN (1973)
ISAAC HAYES - HOT BUTTERED
SOUL (1969)
ISAAC HAYES - SHAFT (1971)
ISAAC HAYES - BLACK MOSES (1971)
THELMA HOUSTON - SUNSHOWER
(1969) 
Realizing that album
notes are out of fashion, and that perhaps time (which we
have been told is running out) is our most precious
commodity, I hurry to present Thelma
the most
prodigious talent I have ever encountered (elements of
everything great about the female black voice) and whose
entity, both inside and out, is, in every way
lovely. - Jimmy Webb
Certo, la copertina è un po
datata, ma allora quella di Sgt. Peppers Lonely
Hearts Club Band? E poi quel look ingenuo esprimeva
innocenza, spontaneità, voglia di osare, insomma, era il
1969
- Come tutti i pochi, preziosi dischi incisi
da grandi interpreti con la produzione di Jimmy Webb,
anche Sunshower custodisce un inestimabile tesoro
musicale, meritoriamente riportato alla luce - in
unelegante edizione CD - dalla nipponica Celeste. Lalbum inizia e
finisce con due sinfonie gospel (Sunshower; If
This Was The Last Song) in cui Webb immette tutta
leloquenza del proprio stile, improntato a una
magistrale sintonia tra orchestra, cori e sezione
ritmica. I sontuosi arrangiamenti rifulgono in tutto il
loro sfarzo, per consegnare alleternità canzoni
incomparabili: Everybody Gets To Go To The Moon,
sospinta dallottimismo tipico dellera
spaziale (cfr. Fly Me To The Moon di Bart Howard);
Someone Is Standing Outside, delizioso valzer dalla
perfetta curva melodica; Pocketful Of Keys e
This Is Your Life, sbalorditivi esempi di controllo
assoluto su versi e pentagramma; To Make It Easier For
You, vertice insuperato di un repertorio immenso. Gli
appassionati individueranno alcuni titoli di cui
conoscono già altre registrazioni: Didnt We,
immortalata da Harris e Sinatra; Cheap Lovin,
elettrizzante diversione funk, ripresa nel disco con le
Supremes; Mixed-Up Girl, riletta dallautore
su El Mirage (Mixed-Up Guy); This Is
Where I Came In, presente anche sul rarissimo My
Boy di Richard Harris. Più che mai, il giudizio
sulle diverse versioni è questione di gusto personale,
perché se la voce di Thelma Houston è davvero stupenda,
qualsiasi lavoro supervisionato da Jimmy Webb offre
straordinari motivi di interesse. Come di consueto, non
manca lomaggio a colleghi particolarmente stimati
dallo stesso Jimmy: la cover di Jumpin Jack
Flash (Jagger/Richards) è inattesa, ma sensazionale.
- B.A.
PHYLLIS HYMAN - PHYLLIS
HYMAN (1977)
PHYLLIS HYMAN - SOMEWHERE
IN MY LIFETIME (1979)
PHYLLIS HYMAN - YOU KNOW HOW
TO LOVE ME (1980)
PHYLLIS HYMAN - CANT
WE FALL IN LOVE AGAIN (1981)
PHYLLIS HYMAN - GODDESS OF
LOVE (1983)
PHYLLIS HYMAN - LIVING ALL
ALONE (1986)
MILLIE
JACKSON - MILLIE JACKSON (1972)
MILLIE
JACKSON - IT HURTS SO GOOD (1973)
MILLIE
JACKSON - I GOT TO TRY IT ONE TIME (1974)
MILLIE
JACKSON - CAUGHT UP (1974) 
MILLIE
JACKSON - STILL CAUGHT UP (1975) 
MILLIE
JACKSON - FREE AND IN LOVE (1976)
MILLIE
JACKSON - LOVINGLY YOURS (1977)
MILLIE JACKSON - FEELIN
BITCHY
(1977)
Il titolo è tutto un
programma, per non dire della copertina, ma chi si
aspettasse gridolini o ammiccamenti a buon mercato (Donna
Summer, Boney M. etc.) rimarrà sorpreso: Millie Jackson
è una soul sister verace, unautentica
forza della natura e le sue urla sguaiate mettono a nudo
le contraddizioni del rapporto uomo-donna senza tanti
giri di parole. La sezione ritmica degli studi Muscle
Shoals (Barry Beckett - tastiere; David Hood - basso;
Roger Hawkins - batteria; Jimmy Johnson - chitarra) si
integra magnificamente nel tessuto orchestrale,
allestendo il palcoscenico per le scabrose performance
dellartista: con lomelia hard-core di All
The Way Lover, Millie sbeffeggia la casalinga tutta
soap-opera, messa-in-piega e gossip, abilissima
nellindurre il marito a cercarsi unamante.
Laggressività di You Created A Monster
nasconde il rimpianto per linnocenza perduta, il
cui ricordo sbiadito si dissolve per sempre
nellambigua dolcezza di Angel In Your Arms.
Ma la Jackson è anche uninterprete di classe, come
provano If Youre Not Back In Love By Monday,
Lovin Your Good Thing Away e la sublime Feelin
Like A Woman: trascurare questo aspetto lasciandosi
turbare da un linguaggio esplicito e disinibito sarebbe
imperdonabile. - B.A.
MILLIE
JACKSON - A MOMENTS PLEASURE (1979)
MILLIE
JACKSON - FOR MEN ONLY (1980)
MILLIE
JACKSON - I HAD TO SAY IT (1981)
MILLIE
JACKSON - HARD TIMES (1982)
MILLIE
JACKSON - E.S.P. (EXTRA SEXUAL
PERSUASION) (1984)
MILLIE
JACKSON - BACK TO THE SHIT (1986)
AL
JARREAU - WE GOT BY (1975)
AL
JARREAU - GLOW (1976)
AL
JARREAU - ALL FLY HOME (1978)
AL JARREAU
- THIS TIME (1980)

AL JARREAU - BREAKIN
AWAY (1981) 
AL JARREAU - JARREAU
(1983) 
 In un periodo durante il quale non
era facile sottrarsi alle molestie dei pervertiti punk,
album come questi svolsero una lodevole funzione di
telefono azzurro per quegli ascoltatori che
non si rassegnavano al declino del buon gusto. Mentre il
fenomeno A.O.R. prosperava a una media di
cinque o sei capolavori allanno, Jay Graydon e
David Foster stringono un sodalizio destinato a fissare
le regole definitive del concetto di
eleganza. Già da tempo introdotti ai vertici
dellambiente discografico californiano, entrambi
dotati di un senso estetico non comune ed essi stessi
solisti di grido (Bebop),
i due iniziano ad applicare agli arrangiamenti un metodo
rivoluzionario. Linedito, geniale dosaggio degli
ingredienti - 20% tecnica strumentale, 20% pulizia
sonora, 20% soul di prima scelta, 20% canzone
dautore, 10% rock, 10% jazz - determina un
miracoloso connubio tra forma e sostanza. Luso
disinibito delle armonie moltiplica gli accordi
impiegati, affiancando al tema conduttore un fascio di
note parallele che produce quelleffetto musicale
così seducente. Individuato Al Jarreau come interprete
ideale, sistemato Foster accanto a Tom Canning - pianista
personale del cantante - e ingaggiati i migliori
batteristi in circolazione - Steve Gadd, Ralph Humphrey,
Carlos Vega, Jeff Porcaro - Graydon è pronto per
realizzare il progetto. In via preliminare, i
protagonisti coinvolti verificano la reciproca
compatibilità con lo splendido This Time che, a
partire dal sobrio bianco e nero della copertina, propone
unimpareggiabile lezione di stile, sollevando
altresì uno scottante interrogativo: perché abbiamo
voltato le spalle a questi artisti? Mistero. Il nuovo
idioma riciclava con eguale disinvoltura brandelli di
funk (Never Givin Up; Love Is Real),
suadenti mid-tempo (Distracted; Your Sweet Love),
passioni distillate in una ballad (Gimme What You Got;
(If I Could Only) Change Your Mind), melodie di
struggente bellezza [Alonzo; (A Rhyme) This
Time] - questultima scritta insieme a Earl
Klugh - e loriginale rilettura di uno standard fusion come Spain di Chick
Corea, esperimento che verrà ripetuto con esiti analoghi
nella versione vocalese di Blue Rondo À
La Turk di Dave Brubeck (Breakin Away).
Nel 1981 il clan si rafforza: Graydon recluta i Pages
che, allapice della loro fase creativa (Pages), sforneranno I
Will Be Here For You (Nitakungodea Milele), stupenda
serenata dal respiro cosmopolita -
Zambia or Monterey
- e My
Old Friend, forse la pagina più bella del loro
intero repertorio. Lode a John Lang, sensibile artigiano
della parola, sempre ispirato anche nellambito
angusto di una canzone damore:
from the beginning youve been,
always there my old friend, true until the end of time
. Oltre che a quel pezzo, gli stessi
Richard Page e Steve George partecipano come coristi al
festino scat di Roof Garden e alla
romantica Our Love, concepita sul modello di After
The Love Is Gone (Airplay).
Una volta rodato il meccanismo,
la sequenza di invenzioni si fa inarrestabile. Sul ritmo
felpato di Breakin Away, la voce di Al evoca
il magico falsetto di Smokey Robinson. Firmata dalle star
del country Roger Murrah e Keith Stegall, Were
In This Love Together diventa una pop-song di alta
scuola. Operando un restauro paragonabile
allaggiornamento eseguito da Art Garfunkel con I
Only Have Eyes For You (Breakaway),
Al rivisita magistralmente Teach Me Tonight,
classico di Gene DePaul e Sammy Cahn (1953). Chi si
ricorda della magnifica cover di Phoebe Snow (It Looks
Like Snow)? Anche la scaletta del terzo CD (Jarreau)
fa scintille: orecchiabili e raffinate, Mornin,
Step By Step, Trouble In Paradise e Love
Is Waiting possiedono tutta la classe di cui le
odierne classifiche sono prive; laccattivante
interferenza dance di Michael Omartian - Boogie
Down - renderebbe sopportabile persino una serata in
discoteca; a colpi di assoli, Graydon (chitarra) e
Canning (sintetizzatore) rendono omaggio al blues e,
implicitamente, a eroi sfortunati come Roy Buchanan,
Johnny Winter e Rory Gallagher (Black And Blues);
citando un celebre titolo di Stevie Wonder,
lincipit di Save Me risuona quanto mai
attuale:
someone
wrote just yesterday Loves in need of love
today / will there be none tomorrow
(Songs In The Key Of Life).
Ancora prodotto da Graydon, il successivo High Crime
è allaltezza del materiale in esame, ma un surplus
di elettronica imposto dal mercato gli
negherà, per quello che vale, la nostra stelletta. - B.A.
AL JARREAU - HIGH
CRIME (1984)
Bello e, per alcune
canzoni, indispensabile. Dopo un prologo al fulmicotone (Raging
Waters), in cui Jay Graydon tira il collo alla
chitarra elettrica, sfila una parata di autori
eccellenti, ispirati e prodighi di doni
preziosi: unatipica invenzione dei Pages che aggira
stili e categorie (Lets Pretend); una
ricetta di Steve Kipner e Paul Bliss per vincere il
pessimismo, addolcita da un gradevole retrogusto reggae (Murphys
Law); un eccitante techno-funk di Glen Ballard e Clif
Magness (Imagination), in cui la sezione fiati
diretta da Jerry Hey si anima di vita propria; un saggio
aforisma di Bill Champlin (Love Speaks Louder Than
Words); una ballad più che decorosa (After All);
una frenetica maratona dance (High Crime),
tutto sommato divertente. Gli arrangiamenti sono dominati
da ritmi convulsi, riprodotti (quasi) sempre con i
computer. Il ricorso allelettronica, tuttavia, non
pregiudica la qualità generale del disco. Voto:
6½. Da avere, se si possiedono già i tre CD
con la stelletta
qui sopra. - B.A.
AL JARREAU - L
IS FOR LOVER (1986)
AL JARREAU - HEARTS
HORIZON (1988)
EDDIE
KENDRICKS - ALL BY MYSELF (1971)
EDDIE KENDRICKS
- PEOPLE ... HOLD ON
(1972) 
EDDIE KENDRICKS - EDDIE
KENDRICKS (1973) 
Quando
anche Eddie Kendricks disse addio ai Temptations, tre
anni dopo lesonero di David Ruffin, entrambe le
più belle voci di quel sommo quintetto erano finalmente
libere di spiccare il volo in solitudine.
People ... Hold On - Col secondo
album, Kendricks sintetizza il dinamico spirito dei tempi
elaborando un modello di soul influenzato dal rock e dallattualità
(eloquenti, in questo senso, lottimismo professato
su Someday Well Have A Better World e
lesortazione terzomondista di My People ... Hold
On). Lapertura è affidata al suadente ritmo di
If You Let Me, che poi deborda nelleuforia
funk di Let Me Run Into Your Lonely Heart e Girl
You Need A Change Of Mind. La canzone più breve è
anche la migliore: le irresistibili armonie di Date
With The Rain recano la firma di quel Bobby Miller
che aveva composto quasi per intero il capolavoro di
David Ruffin (David Ruffin).
Geniale la copertina, col cantante in smoking che,
brandendo una lancia, siede su un trono da capo-tribù
africano.
Eddie Kendricks - Un leggero maquillage pop dona
ulteriore fascino al repertorio del 1973. Il celeberrimo
falsetto squilla argentino sulle raffinate orchestrazioni
di Only Room For Two, Darling Come Back Home,
Cant Help What I Am, su due ballad di lusso
[Each Day I Cry A Little, Where Do You Go
(Baby)], su un evergreen di Burt Bacharach
(Any Day Now) e sui travolgenti otto minuti del
cavallo di battaglia Keep On Truckin.
La vicenda personale di Eddie Kendricks e David Ruffin
confermerà il detto only
the good die young. Scomparsi troppo giovani
- luno per un cancro (52), laltro per
overdose (50) - riuscirono però a raccogliere
linvito ad Harlem di Hall & Oates,
per un memorabile, commovente omaggio degli alfieri A.O.R. ai propri maestri (Live
At The Apollo). [P.S. - La Hip-O ha ristampato
i primi nove titoli originali di Eddie Kendricks in una
splendida, doppia confezione CD (Keep
On Truckin: The Motown Solo Albums, Vol. 1
/ The Thin Man: The Motown
Solo Albums, Vol. 2)] - B.A.
EDDIE
KENDRICKS - FOR YOU (1974)
EDDIE
KENDRICKS - BOOGIE DOWN! (1974)
EDDIE
KENDRICKS - THE HIT MAN (1975)
EDDIE
KENDRICKS - HES A FRIEND
(1976)
EDDIE
KENDRICKS - GOIN UP IN SMOKE
(1976)
EDDIE
KENDRICKS - SLICK (1977)
EDDIE
KENDRICKS - VINTAGE 78
(1978)
EDDIE
KENDRICKS - SOMETHING MORE (1979)
EDDIE
KENDRICKS - LOVE KEYS (1981)
EDDIE
KENDRICKS - IVE GOT MY EYES ON
YOU (1983)
CHAKA
KHAN - CHAKA (1978)
CHAKA
KHAN - NAUGHTY (1980)
CHAKA KHAN - WHAT
CHA
GONNA DO FOR ME (1981) 
Concepito da Arif
Mardin attorno allidea di un omaggio ai pionieri
del be-bop, il miglior album di Chaka Khan vanta una
scaletta di qualità e una coppia dassi. Pur
risalenti a epoche diverse, i due pezzi forti
hanno segnato la storia della musica e rivivono più
attuali che mai nella splendida voce della cantante: 1)
un impetuoso arrangiamento funk di We Can Work It Out,
epico 45 giri dei Beatles in
cui la strofa di Paul McCartney e linciso di John
Lennon rivelano la propria natura ultraterrena; 2) la
resurrezione di A Night In Tunisia parte dal nuovo
titolo (And The Melody Still Lingers On) e si
compie con la prestigiosa tromba di Dizzy Gillespie, il
moog basso di David Foster, lacrobatico
sintetizzatore di Herbie Hancock, gli squassanti break
ritmici di Casey
Scheuerell, già ospite alla corte di Gino Vannelli
(A Pauper In Paradise),
e quattro memorabili battute di Charlie Parker recuperate
dalla registrazione originale del 1946. Sulle altre
canzoni la band comprende Larry Williams (tastiere),
Anthony Jackson (basso), Steve Ferrone (batteria), Hamish
Stuart e David Williams (chitarre). In evidenza: What
Cha Gonna Do For Me, scritta dallo stesso
Hamish Stuart con Ned Doheny e interpretata da entrambi,
rispettivamente, su Shine
e Life After Romance; I Know You, I Live You,
ballabile pulsazione in continuo crescendo; We Got
Each Other, valanga di riff elettrici e fiati
allunisono stile Average White Band; Night Moods,
elegante ballad spaziale ispirata alla scuola
Motown; Fate, attraente linea melodica ripresa
anche dagli autori Dominic Bugatti e Frank Musker sul
loro primo e ultimo disco (The Dukes). Per Yvette
Marie Stevens, un ulteriore progresso rispetto al pur
ottimo Naughty. - B.A.
CHAKA
KHAN - CHAKA
KHAN (1982)
GLADYS KNIGHT & THE PIPS - EVERYBODY
NEEDS LOVE (1967)
GLADYS KNIGHT & THE PIPS - IMAGINATION
(1973)
GLADYS KNIGHT & THE PIPS - I
FEEL A SONG (1974)
KOKOMO - KOKOMO
(1975)
KOKOMO - RISE
& SHINE (1975)
KOKOMO - KOKOMO
(1982)

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