 ROCK
ROY HARPER - FLAT
BAROQUE AND BERSERK (1970)
ROY HARPER - STORMCOCK
(1971)
Chi
custodisce gelosamente le collezioni complete di Pink
Floyd e Led Zeppelin può completare il mosaico con la
discografia di Roy Harper, di cui questo album
rappresenta un tassello essenziale. Le
superbe parti di chitarra acustica e una voce da brivido,
sempre in bilico tra angoscia ed esaltazione, rendono Stormcock
indispensabile per chi ha amato le sonorità cristalline
di Animals e Led Zeppelin III. Nel corso
delle quattro lunghe composizioni, dense di musica e
parole, lascoltatore attento potrà rintracciare
segni inequivocabili dellinfluenza esercitata da
Roy su Jimmy Page (ospite su The Same Old Rock) e
i Pink Floyd. Da questo disco in poi, Harper costituirà
una preziosa fonte dispirazione per alcune delle
menti più lucide del rock inglese (Jimmy Page, David
Gilmour, Bill Bruford, Kate Bush etc.). - B.A.
A more mature work given
added distinction by sympathetic, evocative string
arrangements from David Bedford. It also saw the start of
a musical relationship with Led Zeppelins guitarist
Jimmy Page, who features on the track The Same Old
Rock. - CD notes
ROY HARPER - LIFEMASK
(1973)
ROY HARPER - VALENTINE
(1974)
ROY HARPER - HQ (1975) 
 Per chi
non si lasci abbindolare dallinformazione
adulterata dei media, quella di Roy Harper che cammina
sullacqua resta una delle immagini più
autenticamente trasgressive del rock, accanto al
gesto dellombrello di Ian Anderson (Too Old To
RocknRoll: Too Young To Die!)
e alla foto di Zappa assiso sul
water. Di più. Sarebbe tempo che la sacrosanta
venerazione di cui sono oggetto icone post-Beatles
come Stairway
To Heaven, Smoke
On The Water, Hotel California e Wish You Were Here
venisse estesa anche a When
An Old Cricketer Leaves The Crease, magna
charta stilistica del cantautore inglese. Donando
il tocco del fuoriclasse a un abusato stereotipo
letterario - lo sport inteso come metafora della vita -
Harper addensa parole e musica in unepitome che
sprigiona la forza evocativa dei grandi classici.
Ascoltare per credere. Arrangiata da David Bedford con
una sobria partitura per ottoni che adorna la chitarra di
Roy, la canzone contiene dettagliati riferimenti al gioco
del cricket e ad alcuni campioni (Geoff Boycott, John
Snow) citati nel passaggio decisivo:
and it could be Geoff, and it could
be John
and it could be me, and it could be thee
. HQ fu registrato con una band
tanto effimera quanto coesa, aggressivamente denominata
Trigger: Chris Spedding, Dave Cochran e Bill Bruford,
questultimo titolare di un curriculum ormai
ineguagliabile (Yes, King Crimson, Genesis, National
Health etc.). Un suggestivo
accompagnamento di bottleneck introduce The Spirit
Lives, feroce invettiva anti-religiosa amplificata
dalla collerica interpretazione vocale. La ballata Forget
Me Not si muove sulle stesse coordinate espressive
del precedente Valentine, disco in prevalenza
acustico. Hallucinating Light e Referendum
(Legend) decollano grazie alle ottime rifiniture di
Spedding e al rinomato eclettismo di Bruford.
Lalbum, tuttavia, si apre con una formazione ancora
diversa. Dopo un epico concerto a Hyde Park, Harper
riesce fortunosamente a riunire in studio gli occasionali
compagni di quella serata: The Game, mini-suite in
perfetto equilibrio tra un serrato dinamismo elettrico e
momenti più distesi, verrà incisa dallautore con
David Gilmour (Pink Floyd), John Paul Jones (Led
Zeppelin) e Steve Broughton. Ancora una volta la storia
passava per Abbey Road. Gli appassionati più voraci
troveranno di che saziarsi con le chilometriche postille
di Roy, diligentemente riportate - insieme ai testi -
nella splendida edizione CD della Science Friction.
[P.S. - A scanso di equivoci: Stormcock, Lifemask,
Valentine e Bullinamingvase sono opere
altrettanto essenziali, ciascuna delle quali meriterebbe,
tanto quanto HQ, un posto nella sezione FOREVER YOUNG.] - B.A.
ROY HARPER - BULLINAMINGVASE
(1977) 
 Nella quiete rurale di Hereford
nasce lalbum più sereno di Roy Harper. Senza
spostarsi da casa, Roy prese in prestito
lattrezzatura tecnica dagli studi EMI di Abbey Road
e, con il supporto di un gruppo in cui spicca il pianista
Dave Lawson, incise alcune canzoni che illustrano, forse
meglio di altre, le doti di un cantautore che non ha mai
trascurato laspetto musicale della propria arte.
Lincanto creato dalla pigra These Last Days
e i brividi suscitati da Naked Flame cedono il
passo a un moto di stupore autentico, di fronte
allimpressionante interpretazione su Cherishing
The Lonesome. Lepisodio centrale del disco, la
suite One Of Those Days In England, è una
raccolta di reminiscenze che, spaziando dalla leggenda di
Excalibur alla nostalgia per unInghilterra mitica e
rimpianta, compone una metaforica sequenza di immagini
culminante nella suggestiva sezione che precede
lepilogo (Slowly
slipping into history feel us go ...). - B.A.
ROY HARPER - THE
UNKNOWN SOLDIER (1980)
ROY HARPER &
JIMMY PAGE - JUGULA (1985)
RICHIE HAVENS - MIXED
BAG (1967)
RICHIE HAVENS - SOMETHING
ELSE AGAIN (1968)
RICHIE HAVENS - ELECTRIC
HAVENS (1968)
RICHIE HAVENS - STONEHENGE
(1970)
RICHIE HAVENS - ALARM
CLOCK (1971)
RICHIE HAVENS - THE
GREAT BLIND DEGREE (1971)
RICHIE HAVENS - PORTFOLIO
(1973)
RICHIE HAVENS - MIXED
BAG II (1974)
RICHIE HAVENS - THE
END OF THE BEGINNING (1976)
RICHIE HAVENS - MIRAGE
(1977)
RICHIE HAVENS - CONNECTIONS
(1980)
RICHIE HAVENS - COMMON
GROUND (1983)
JIMI
HENDRIX - ARE YOU EXPERIENCED?
(1967)
JIMI
HENDRIX - AXIS: BOLD AS LOVE (1967)
JIMI
HENDRIX - ELECTRIC LADYLAND (1968)
JOHN HIATT - RIDING
WITH THE KING (1983)
JOHN HIATT - WARMING
UP TO THE ICE AGE (1985)
JOHN HIATT - BRING
THE FAMILY (1987)
JOHN HIATT - SLOW
TURNING (1988)
JOHN HIATT - STOLEN
MOMENTS (1990)
HIGH LLAMAS - SANTA
BARBARA (1992)
HIGH LLAMAS - GIDEON
GAYE (1994)
HIGH LLAMAS - HAWAII
(1996)
EDDIE HINTON - VERY
EXTREMELY DANGEROUS (1978)
HOT TUNA - HOT TUNA (1970)
HOUSEMARTINS - LONDON
0 HULL 4 (1986)
IAN HUNTER - IAN
HUNTER (1975)
IAN HUNTER - YOURE
NEVER ALONE WITH A SCHIZOPHRENIC (1979)
JOE JACKSON - LOOK
SHARP! (1979)
JOE JACKSON - IM
THE MAN (1979)
JOE JACKSON - BEAT
CRAZY (1980)
JOE JACKSON - JUMPIN
JIVE (1981)
JOE JACKSON - NIGHT
AND DAY (1982)
JOE JACKSON - BODY
AND SOUL (1984)
JEFFERSON AIRPLANE
- SURREALISTIC PILLOW (1967)
JEFFERSON AIRPLANE
- AFTER BATHING AT BAXTERS (1967)
JEFFERSON AIRPLANE
- CROWN OF CREATION (1968)
JEFFERSON AIRPLANE
- VOLUNTEERS (1969)
JEFFERSON STARSHIP
- DRAGONFLY (1974)
JEFFERSON STARSHIP
- RED OCTOPUS (1975)
JEFFERSON STARSHIP
- SPITFIRE (1976)
ELTON JOHN - ELTON
JOHN (1970)
ELTON JOHN - MADMAN
ACROSS THE WATER (1971)
ELTON JOHN - TUMBLEWEED
CONNECTION (1971)
ELTON JOHN - HONKY
CHÂTEAU (1972)
ELTON JOHN - DONT
SHOOT ME IM ONLY THE PIANO PLAYER (1973)
ELTON JOHN - GOODBYE
YELLOW BRICK ROAD(1973)
ELTON JOHN - CARIBOU
(1974)
ELTON JOHN - CAPTAIN
FANTASTIC AND THE BROWN DIRT COWBOY (1975)
ELTON JOHN - BLUE
MOVES (1976)
ELTON JOHN - A
SINGLE MAN (1978)
ELTON JOHN - THE
VERY BEST OF ELTON JOHN (1990)
ELTON JOHN - TWO
ROOMS (CELEBRATING THE SONGS OF ELTON JOHN & BERNIE
TAUPIN) (1991)
PAUL KANTNER - BLOWS
AGAINST THE EMPIRE (1970)
PAUL KANTNER /
GRACE SLICK - SUNFIGHTER (1971)
KANTNER / SLICK /
FREIBERG - BARON VON TOLLBOOTH &
THE CHROME NUN (1973)
KINKS - THE
KINK KONTROVERSY (1965)
KINKS - FACE
TO FACE (1966)
KINKS - THE
VILLAGE GREEN PRESERVATION SOCIETY
(1968) 
KINKS - ARTHUR
(OR THE DECLINE AND FALL OF THE BRITISH EMPIRE)
(1969)
KINKS - LOLA
VERSUS POWERMAN AND THE MONEYGOROUND, PART ONE (1970)
KINKS - PRESERVATION
ACT 1 (1973)
KINKS - PRESERVATION
ACT 2 (1974)
KINKS -
SOAP OPERA (1975)
KINKS - SCHOOLBOYS
IN DISGRACE (1975)
Quanti guai può combinare un
imbecille che controlli linformazione? La risposta
più allarmante, ancora una volta, arriva
dallItalia. Tuttavia, accanto alla dittatura della
P2, che ha ridotto un grande paese europeo alla stregua
del Paraguay di Stroessner, vi sono casi meno evidenti ma
dagli effetti altrettanto perniciosi sotto il profilo
socio-culturale. Ad esempio, quasi trentanni fa,
sulle pagine dei soliti giornaletti
specializzati, qualcuno liquidò Schoolboys
In Disgrace con labituale tracotanza. Peccato,
soprattutto perché a molti ascoltatori fu impedito di
apprezzare unopera che anticipava di ben cinque
anni il concept di The Wall. Il tono generale è
meno pessimista rispetto al ponderoso album dei Pink
Floyd, ambientazione e humour sono tipicamente inglesi,
lispirazione di Ray Davies risulta pressoché
intatta. In un tripudio di guizzanti melodie anni '50 e
coretti doo wop adattati al proprio
linguaggio, lautore rievoca figure, esperienze ed
emozioni decisive per ogni adolescente: la prima
cotta (The First Time We Fall In Love),
il rimpianto per unepoca problematica ma
spensierata (Schooldays), la sadica inclinazione
di un preside nellinfondere il senso di colpa negli
allievi (Headmaster), limmancabile zimbello
della classe (Jack The Idiot Dunce), la minaccia
di una castigo esemplare (The Hard Way), il
disastroso bilancio del sistema educativo occidentale (Education),
lo spartiacque psicologico dellultima assemblea (The
Last Assembly), lamara consapevolezza che il
passato non ritorna, espressa con nostalgico lirismo nel
pezzo più complesso - No More Looking Back -
curiosamente scelto come singolo. Una batosta che spezza
il cuore - soprattutto a quelletà - diventa il
momento centrale del racconto (Im In Disgrace).
Laccademico arpeggio del pianoforte è scosso da un
micidiale riff calante stile Who, mentre Ray singhiozza
disperato:
Now I
wish Id never seen your face
.
Da custodire accanto a Three
Friends dei Gentle Giant. - B.A.
KINKS - SLEEPWALKER
(1977)
KINKS - MISFITS
(1978)
KINKS - LOW
BUDGET (1979)
LED ZEPPELIN - LED
ZEPPELIN (1968)
LED ZEPPELIN - LED
ZEPPELIN II (1969)
LED ZEPPELIN - LED
ZEPPELIN III (1970)
LED ZEPPELIN
- LED ZEPPELIN (IV)
(1971)
Dopo lesilio
rurale che generò le atmosfere mistiche e i suoni
acustici di Led Zeppelin III, per lalbum
successivo la band decise di riesumare i potenti riff
elettrici di Led Zeppelin II. Nessun titolo sulla
copertina, solo quattro simboli runici nella busta
interna, a indicare la completa autosufficienza della
musica. A distanza di tanto tempo, restano almeno tre
capolavori eterni: la luciferina
interpretazione vocale di Robert Plant su Black Dog,
il metallo incandescente di RocknRoll
e la quintessenza rock di Stairway To Heaven, una
canzone su cui ormai cè davvero poco da dire. Può
essere divertente ricordare che lenfasi descrittiva
spinse qualcuno a sostenere che Jimmy Page, durante il
suo celebre assolo, stava
parlando con Dio! - Autentico
classico dei Led Zeppelin, questo disco portò il genere
hard-rock a un livello superiore e collocò il quartetto
inglese su un piedistallo irraggiungibile per tutti i
pretendenti. - B.A.
LED ZEPPELIN - HOUSES
OF THE HOLY (1973)
LED ZEPPELIN
- PHYSICAL GRAFFITI
(1975)
Dopo lo sbalorditivo successo di Led
Zeppelin [IV] e linterlocutoria fase di
assestamento stilistico di Houses Of The Holy, nel
1975 la band aveva fondato la propria etichetta
discografica (Swan Song) e aveva ormai acquisito
unestrema fiducia nei propri mezzi. Lenorme
spazio offerto dallalbum doppio comportava il
rischio di eccessi espressivi, ma un miracoloso
equilibrio tra creatività, sperimentazione e rigore
progettuale evitò linconveniente, e fu ancora
splendida musica. Con The Rover e Custard Pie
Jimmy Page ci regala due dei suoi riff più spietati,
mentre lesotico tema di Kashmir esercita
ancora oggi un fascino irresistibile, se è vero che
continua ad essere saccheggiato per colonne sonore e
versioni varie. La maratona blues di In My Time Of
Dying ribadisce in modo inequivocabile il forte
attaccamento del gruppo alle proprie radici musicali,
mentre Trampled Under Foot è un inatteso
tour-de-force funky, trainato da chitarra e tastiere
sincronizzate. Altri momenti memorabili sono Ten Years
Gone, un drammatico crescendo elettrico ricco di
armonie e accordi complessi, e Houses Of The Holy,
stupendo residuo dellalbum omonimo. - B.A.
LED ZEPPELIN - PRESENCE
(1976)
LED ZEPPELIN - IN
THROUGH THE OUT DOOR (1979)
ANDY LEEK - SAY SOMETHING
(REVISITED) (1990)
LEVEL 42 - LEVEL 42
(1981)
LEVEL 42 - THE
PURSUIT OF ACCIDENTS (1982)
LEVEL 42 - STANDING
IN THE LIGHT (1983)
LEVEL 42 - RUNNING
IN THE FAMILY (1987)
LIVE WIRE - PICK
IT UP (1979)
LIVE
WIRE - NO FRIGHT (1980)
LIVE WIRE - CHANGES
MADE (1981)
Si dirà: ci
mancavano solo i Live Wire, oscuri carneadi di
unepoca infausta, ancora inediti su CD nel 2009. Il
fatto è che avevamo i Long Playing sepolti da qualche
parte e, dopo averli riversati su un lettore mp3, ne abbiamo riscoperto
lefficacia in funzione di colonna sonora per il
tragitto in auto verso la cenetta fuori porta. Allora,
impresari e giornalisti tentarono di spacciarli come un
ibrido tra i migliori Dire Straits (Dire Straits; Communiqué)
e i primi Police. In realtà, si trattava di un onesto
quartetto da pub, benché più raffinato della media di
categoria grazie a una superiore caratura tecnica: il
leader Mike Edwards (voce, chitarra), lo straordinario
Jeremy Meek (basso), German Gonzales (batteria), Chris
Cutler* (chitarra), a cui dal secondo album subentra il
poliedrico Simon
Boswell (produttore, chitarra, tastiere).
Pick It Up - Lesordio sciorina dieci canzoni
di livello omogeneo, che si fanno apprezzare per il
ruvido stile canoro di Edwards, per loculata
alternanza di ritmi (funk, reggae, rock) e per lo
squisito amalgama tra le due chitarre e il sontuoso basso
di Meek (Hit And Run Driver, Money, Water
Into Wine, Lone Car Cruising, Hey Good
Looking, Hard They Come Up).
 No
Fright - Lingresso di Boswell stabilizza la
formazione, accentrando in ununica figura ingegnere
del suono e versatile polistrumentista. Gli spigoli
vengono smussati con sobrie rifiniture di piano e
sintetizzatore, il che dona agli arrangiamenti un maggior
tasso di incisività. In scaletta si succedono momenti di
grande dinamismo (Break Of Day, Tagesschau),
digressioni ska (Dont Bite The Hand, No
Fright), refrain ingegnosi (One More Show) e
pezzi più sofisticati (Broken Glass, Red Light
Is On).
Changes Made - Lultimo atto dei Live Wire
sancisce lapprodo alla maturità di una band che
avrebbe meritato più attenzione. Edwards e Boswell
affinano le rispettive doti di autori, firmando in
sinergia (Childs Eye) e non (Dont
Look Now, Sleep, Anarchists In Love, Burn)
alcune pop-song elettriche dal ritornello accattivante,
che piaceranno ai cultori degli XTC di Drums And Wires e Black
Sea. [P.S. - *Solo omonimo del batterista degli Henry
Cow.] - B.A.
NILS LOFGREN - NILS LOFGREN (1975)
NILS LOFGREN - CRY TOUGH (1976)
NILS LOFGREN - I CAME TO
DANCE (1977)
NILS LOFGREN - NILS (1979)
LOVE - DA CAPO
(1966)
LOVE - FOREVER
CHANGES (1967)
LOVE AND MONEY - STRANGE
KIND OF LOVE (1988)
 Avete uno stereo
scadente? Lasciate perdere. Oppure procuratevi un
impianto veramente hi-fi. In caso contrario, non
riuscireste ad apprezzare i pattern ritmici di Jeff
Porcaro, sofisticati ma appena percepibili (il tempo
si crea anche e soprattutto con i piatti, non solo
dandoci di cassa e rullante come farebbe una banda di
paese alla sagra del cotechino). Come dite? I titolari
sono i Love
And Money e Jeff
Porcaro è solo il batterista? Calma ...
ogni registrazione a cui ha partecipato Jeff sarebbe
stata diversa senza il suo apporto, probabilmente
peggiore (inserire dei tom-tom
supplementari dopo la seduta dellillustre
ospite è stata una follia). Come Blade Runner, Strange
Kind Of Love vive di notte, si ciba di luci al neon
riflesse nelle pozzanghere di pioggia scozzese, di
benzina, di whisky, di orgogliosi lavoratori con la
camicia abbottonata fino allultima asola, di assoli
penetranti, di voci non belle ma convincenti, di tastiere
usate con intelligenza a supportare James
Grant, carismatico leader per una sera, un giorno,
non serve di più, dopo unopera così si chiude, si
provano altre strade, neanche necessariamente musicali. Halleluiah
Man è persino troppo, non eravamo pronti, perfetto rock analogico scandito da una
batteria vera, col rischio di surclassare il resto della
scaletta, ma no, si arriva dun fiato fino a Scapegoat,
il capro espiatorio, appunto, lultima canzone,
quindi la più odiata perché cala il sipario e,
purtroppo, è ancora magnifica
forse troppo funky
non è vero, stiamo solo cercando un motivo valido
per togliere il CD. Scusate se il produttore è Gary Katz.
- Franco
Ferrando
LOVE AND MONEY - DOGS
IN THE TRAFFIC (1991)
NICK LOWE - JESUS
OF COOL (1978)
NICK LOWE - LABOUR
OF LUST (1979)
LYNYRD SKYNYRD - PRONOUNCED
LEH-NERD SKIN-NERD (1973)
LYNYRD SKYNYRD - SECOND
HELPING (1974)
LYNYRD SKYNYRD - GIMME
BACK MY BULLETS (1976)
LYNYRD SKYNYRD - NUTHIN
FANCY (1975)
LYNYRD SKYNYRD - STREET
SURVIVORS (1977)

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