 ROCK
ROGER
CHAPMAN - CHAPPO (1979)
CHINA
CRISIS - FLAUNT THE IMPERFECTION (1985)
KEITH
CHRISTMAS - FABLE OF THE WINGS (1970)
KEITH
CHRISTMAS - BRIGHTER DAY (1974)
KEITH
CHRISTMAS - STORIES FROM THE HUMAN ZOO
(1976)
ERIC CLAPTON - 461
OCEAN BOULEVARD (1974)
ERIC CLAPTON - NO
REASON TO CRY (1975)
ERIC CLAPTON - SLOWHAND
(1977)
ERIC CLAPTON - BACKLESS
(1978)
ERIC CLAPTON - MONEY
AND CIGARETTES (1983)
CLOVER - CLOVER
(1970)
CLOVER - FOURTY
NINER (1971)
CLOVER - UNAVAILABLE
(CLOVER) (1977)
CLOVER - LOVE
ON THE WIRE (1977)
JOE COCKER - WITH
A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS (1969)
JOE COCKER - JOE
COCKER! (1969)
JOE COCKER - I
CAN STAND A LITTLE RAIN (1974)
JOE COCKER - JAMAICA
SAY YOU WILL (1975)
JOE COCKER - STINGRAY
(1976)
JOE COCKER - LUXURY
YOU CAN AFFORD (1978)
JOE COCKER - SHEFFIELD
STEEL (1982)
JOE COCKER - GREATEST
LOVE SONGS (2003)
COCKNEY REBEL - THE HUMAN
MENAGERIE (1973)
COCKNEY REBEL - THE
PSYCHOMODO (1974)
COCKNEY REBEL - THE BEST
YEARS OF OUR LIVES (1975)
COCKNEY REBEL - TIMELESS
FLIGHT (1976)
COCKNEY REBEL - LOVES
A PRIMA DONNA (1976)
COLOURFIELD -
VIRGINS AND PHILISTINES (1985)
 Thinking Of You,
forse troppo bella per chi lha ascoltata e adorata
e per chi lha colpevolmente ignorata, ha in sé
qualcosa di divino che, se non fosse per la magia che
pervade lintero lalbum, avrebbe relegato
nelloblio tutte le tracce successive
ma no,
la creatività che affiora da ogni brano riesce comunque
a fronteggiare la sua assoluta perfezione: le rocche di Castles
In The Air si ergono maestose e inducono gli archi ad
accettare le grazie di unimprevista chitarra
elettrica; un certo Pete
de Freitas - peccato per chi non lo conosce - si
lascia piacevolmente andare su Take, ricordandoci
che anche i turnisti per caso hanno unanima; gli
improbabili cori di Cruel Circus ci consegnano una
suite di tre minuti per cervello pensante e complesso rock, anche Paul McCartney
lamerebbe (chi ci dice non labbia già
ascoltata?). Ma ... una canzone brutta, arriva?
Scordatevelo: Hammond Song è appena meno
arrangiata, non serve, voci, chitarre acustiche,
violoncello e la firma di Margaret A. Roche (Roches)
sono più che abbastanza. La title-track poteva essere da
meno? Certo che no, ed ecco un clarinettista (Ian Nelson)
spuntare su Virgins And Philistines. Yours
Sincerely riprende senza malizia uneco da Castles
In The Air
melodie come conigli dal cappello
di un mago che ci portano fino ad Armchair Theatre,
dove Paul
Burgess ci mette del suo (ma non gli bastavano i Camel
e i 10cc? anvedi ...). Made in
England? macchè, qua sembra di essere in Andalusia, non
hanno freni questi, e meno male ... Sorry ci
congeda con dolcezza, altrimenti il CD non sarebbe più
uscito dal lettore. Successivamente i Colourfield
avrebbero combinato poco o nulla, ma letereo,
purissimo pop di questo disco assicura una panchina sulla
Serpentine
di Hyde
Park ogni volta che si desideri, senza acquazzone al
seguito. [P.S. - La Toshiba/EMI
ha riversato il Long Playing su Compact Disc solo nel
1999, includendo nella ristampa alcuni inediti non
indispensabili.] - Franco
Ferrando
RY
COODER - RY COODER (1970)
RY
COODER - INTO THE PURPLE VALLEY (1972)
RY
COODER - BOOMERS STORY (1972)
RY
COODER - PARADISE AND LUNCH (1974)
RY
COODER - CHICKEN SKIN MUSIC (1976)
RY
COODER - BOP TILL YOU DROP (1979)
ELVIS
COSTELLO - MY AIM IS TRUE (1977)
ELVIS
COSTELLO - THIS YEARS MODEL (1978)
ELVIS
COSTELLO - ARMED FORCES (1979)
ELVIS
COSTELLO - GET HAPPY!! (1980)
ELVIS
COSTELLO - TRUST (1981)
ELVIS
COSTELLO - IMPERIAL BEDROOM (1982)
ELVIS
COSTELLO - PUNCH THE CLOCK (1983)
ELVIS
COSTELLO - GOODBYE CRUEL WORLD (1984)
COUNTRY JOE & THE FISH
- ELECTRIC MUSIC FO THE MIND AND BODY (1967)
COUNTRY JOE & THE FISH
- I-FEEL-LIKE-IM-FIXIN-TO-DIE (1967)
KEVIN COYNE - CASE
HISTORY (1972)
KEVIN COYNE - MARJORY
RAZORBLADE (1973)
KEVIN COYNE - BLAME
IT ON THE NIGHT (1974)
KEVIN COYNE - MATCHING
HEAD AND FEET (1975)
KEVIN COYNE - HEARTBURN
(1976)
KEVIN COYNE - DYNAMITE
DAZE (1978)
KEVIN COYNE - MILLIONAIRES
AND TEDDY BEARS (1979)
KEVIN COYNE / DAGMAR KRAUSE
- BABBLE (SONGS FOR LONELY LOVERS) (1979)
KEVIN COYNE - BURSTING
BUBBLES (1980)
ROBERT
CRAY - BAD INFLUENCE (1984)
ROBERT
CRAY - STRONG PERSUADER (1986)
CREAM -
FRESH CREAM (1966)
CREAM -
DISRAELI GEARS (1967)
CREAM -
WHEELS OF FIRE (1968)
DAVID CROSBY - IF
I COULD ONLY REMEMBER MY NAME (1971)
CROSBY & NASH
- GRAHAM NASH + DAVID CROSBY
(1972)
CROSBY & NASH
- WIND ON THE WATER
(1975)
CROSBY & NASH
- WHISTLING DOWN THE WIRE
(1976)
CROSBY, STILLS
& NASH - CROSBY, STILLS &
NASH (1969)
CROSBY,
STILLS & NASH - CSN (1977)
 Pubblicato in pieno marasma
punk, questo album meraviglioso finì sulla scrivania del
preteso esperto Robert Christgau e dovette
subire il solito paragone denigratorio coi capitoli
precedenti (Crosby, Stills & Nash; Déjà
Vu). Perché tanto odio? David, Stephen e Graham
erano tre reduci di Woodstock, ormai appagati (eloquenti
le foto scattate in barca a vela) e in pace con se
stessi, sebbene ancora ispiratissimi. Dunque, a che scopo
rinfacciare loro limpegno di quegli anni fecondi ma
irripetibili? In proposito, ci si consenta di formulare
unipotesi: gli addetti ai lavori sono
degli stronzi e, come tali, ontologicamente ostili verso
qualsiasi forma darte spontanea e disinteressata (ars gratia artis). Su CSN,
le celebri armonie vocali del trio raggiungono vertici
degni di Beatles e 10cc, esaltate altresì da una
scaletta che annovera diversi classici e almeno un paio
di capolavori. David Crosby molla gli ormeggi con Shadow
Captain, abbinando allo spartito del pianista Craig
Doerge un evocativo testo acido-nautico. Stephen Stills firma una sobria
ballata per chitarra acustica e voci (See The Changes)
e due eleganti canzoni (Fair Game; Dark Star)
a cavallo tra samba e jazz. Listintivo senso
melodico di Graham Nash risplende sullacquerello in
¾ di Carried Away, sullaffresco
(anti)religioso di Cathedral e
sullinfallibile refrain di Just A Song Before I
Go, romantico commiato in aeroporto che
allepoca rimbalzò persino sulle radio italiane.
Due titoli, in particolare, celano altrettanti tesori: 1)
Anything At All, onirica serenata di Crosby in cui
il tono confidenziale dellautore sollecita un coro
memore di Byrds, Hollies e Buffalo Springfield; 2) Cold
Rain, reminiscenze dellespatriato inglese Nash
che, sotto la gelida pioggia metropolitana, riflette su
un distacco sofferto ma ineluttabile. - B.A.
CROSBY, STILLS,
NASH & YOUNG - DÉJÀ VU
(1970)
CROSBY, STILLS,
NASH & YOUNG - 4 WAY STREET (1971)
CROWDED
HOUSE - CROWDED HOUSE (1986)
CROWDED
HOUSE - TEMPLE OF LOW MEN (1988)
CROWDED
HOUSE - WOODFACE (1991)
RODNEY
CROWELL - AINT LIVING LONG LIKE THIS (1978)
RODNEY
CROWELL - BUT WHAT WILL THE NEIGHBORS THINK (1980)
ROGER DALTREY - DALTREY
(1973)
ROGER DALTREY
- RIDE A ROCK HORSE
(1975)
 Laddove non si consideri stucchevole
proporre un album rock senza
pretese colte, scritto e prodotto in grazia
di Dio, che resista e sopravviva alle mode, ecco un buon
esempio daltri tempi. Se poi la voce appartiene al
cantante degli Who,
cè caso che le pregevoli firme di Russ Ballard (Get
Your Love; Near To Surrender), Paul Korda (World
Over; Feeling), Rufus Thomas (Walking The
Dog), Dominic Bugatti e Frank Musker (Milk Train)
trovino ulteriore lustro grazie allinterprete che
impersonò Tommy, prima per Pete Townshend, poi
per Ken Russell. Le tre gemme da custodire si ascoltano
in sequenza e recano il sigillo di altrettanti artigiani
della canzone: Hearts Right coinvolgente
peana emotivo di Paul
Korda, Oceans Away, serenata per pianoforte di
Phillip
Goodhand-Tait, Proud, orgoglioso ruggito di Russ Ballard.
Copertina indimenticabile. - B.A.
ROGER DALTREY - ONE
OF THE BOYS (1977)
DEACON BLUE -
RAINTOWN (1987)
 The fabulous 80's, ovvero
lasciate
che gli scozzesi vengano a me. Lo scatto di Oscar Marzaroli
riprodotto in copertina vale il prezzo del CD, se poi
aggiungiamo che Ricky
Ross ha anche organizzato una mostra dedicata al
fotografo, allora lacquisto di Raintown
diventa un obbligo affettivo a cui è impossibile
sottrarsi e la tentazione di conservarne una copia sul
comodino è assolutamente legittima. Al bozzetto piano e
voce di Born In A Storm si aggiunge la band al
completo per Raintown, il temporale deflagra sulla
città della pioggia (Glasgow)
con esiti emotivi inebrianti, sembra di vedere i lampi
che squarciano la notte, mentre il riff birichino delle
tastiere introduce Ragman, suggestivo crescendo
per piccola orchestra di sei elementi. Immaginando le Highlands
come corrispondente britannico del profondo sud degli
States - anche senza piantagioni di cotone - When Will
You (Make My Telephone Ring) diventa un gospel
scozzese, ma il grido è identico, identico il
feeling
i Queen di Somebody
To Love chiedono ai Prefab Sprout di
prestar loro la Triumph
Bonneville di Steve McQueen.
Tutto ruota intorno a Ricky Ross,
giustamente
i temi si rincorrono e si intrecciano,
come in un concept album, ma nellera delle batterie
elettroniche i Deacon
Blue emergono dalle cantine con unintensità e
un calore sulfurei, suonando per garantire un futuro alla
propria musica più che per mettersi in mostra.  Nelle interessanti
note delledizione Legacy
scopriamo, senza alcuna meraviglia, che il produttore Jon
Kelly aveva lavorato con George
Martin, Geoff
Emerick e Paul
McCartney, il che spiega un suono di non immediata
fruizione ma praticamente perfetto. La ristampa consente
di ascoltare lalbum come fu concepito in origine,
11 canzoni con Town To Be Blamed (il titolo basta
e avanza) a sigillarlo. - Franco
Ferrando
Il brillante amalgama tra musica,
parole, arrangiamento e interpretazione fa di Chocolate
Girl un autentico flower in the dirt
degli anni Ottanta: memorabile e struggente (in ogni
senso) limmagine della ragazza che si scioglie come
il cioccolato (
he
calls her the chocolate girl, cause he thinks she
melts when he touches her, she knows shes the
chocolate girl, cause shes broken up and
swallowed
). Da ricordare anche
lazzeccata linea melodica di Loaded e
levocativo refrain lirico di He Looks Like
Spencer Tracy Now (
and he cries all night
). - B.A.
DEACON BLUE - WHEN
THE WORLD KNOWS YOUR NAME (1989)
DEEP PURPLE -
IN ROCK
(1970) 
Un lavoro chiave, che
pone le basi dellhard-rock e di tutte le sue future
evoluzioni-deviazioni. - G.E.R.
La formazione classica dei
Deep Purple in stato di grazia: la Stratocaster fumigante
di Ritchie Blackmore, Ian Paice che viaggia come un
autotreno e Ian Gillan che, da semplice urlatore, diventa
un cantante completo. Se i riff chitarristici di Speed
King, Bloodsucker e Black Night hanno
iniziato al rock legioni di adolescenti, il disperato
lamento di Gillan su Child In Time è una sorta di
moderno inno sacro: la canzone ha vissuto una seconda
giovinezza nel 1996, quando Lars von Trier lha
utilizzata per la colonna sonora del film Breaking The
Waves (Le Onde Del Destino). - B.A.
DEEP PURPLE -
FIREBALL
(1971)
... to suggest that it is an inferior album
is to do it a disservice. Roger Glover ha
ragione. Nel cuore degli appassionati Fireball
può aver scontato la scomoda condizione di trovarsi in
mezzo a due monumenti come In Rock e Machine
Head, ma liquidarlo come semplice trait
dunion sarebbe ingeneroso. I Deep Purple
erano cresciuti, e avevano imparato a muoversi con
disinvoltura in uno studio di registrazione: lo provano
classici come The Mule, Fireball e la
radiofonica Strange Kind Of Woman. Un disco
imperdibile, se si possiedono già gli altri due. - B.A.
DEEP PURPLE -
MACHINE HEAD
(1972) 
Molti amanti delle
sonorità anni '70, appassionati di Genesis, Pink Floyd e
Yes, guardavano ai Deep Purple con una certa sufficienza,
considerandoli un gruppo simpatico, energico, ma tutto
sommato caciarone e un po volgare. Sbagliavano. La
musica del quintetto inglese era diretta, sanguigna,
sbrigativa, ma anche eccitante e animata da una perenne
vibrazione funk: la macchina ritmica guidata da Jon Lord
(organo), Ritchie Blackmore (chitarra) e Ian Paice
(batteria) resta un ammirevole esempio di compattezza e
precisione. Oggi possiamo correggere quella valutazione
frettolosa, e loccasione per un giudizio più
sereno è offerta dalla ristampa, in edizione lusso, di
tre capitoli fondamentali nel catalogo della band: In
Rock, Fireball e Machine Head. Per
questultimo la EMI ha fatto le cose in grande,
pubblicando un mini-cofanetto che, oltre
alledizione originale rimasterizzata, contiene un
secondo CD con i brani ancora grezzi, colti prima del
missaggio definitivo e ufficiale. Una
splendida iniziativa che consente di apprezzare in tutta
la loro potenza le frustate elettriche di Blackmore e le
grida ossessive di Ian Gillan su Highway Star.
Sarà banale ripeterlo, ma questi brani hanno segnato la
storia del rock: Smoke On The
Water, un riff epocale per raccontare
lincendio scoppiato durante un concerto di Frank Zappa a cui stavano assistendo
anche i nostri; Lazy, un formidabile concentrato
di blues, progressive e hard; Space
Truckin, sillabario formativo per generazioni
di ragazzi che improvvisavano negli scantinati. Alle
esaurienti note dei libretti sono stati aggiunti i
commossi ricordi personali di Roger Glover, che conclude
così: Innocence
doesnt always die, sometimes it lives forever.
- B.A.
DEEP PURPLE - MADE
IN JAPAN (1973)
DEEP PURPLE - WHO
DO WE THINK WE ARE? (1973)
DEEP PURPLE - BURN
(1974)
DEEP PURPLE - COME
TASTE THE BAND (1975)
DEREK AND THE
DOMINOS - LAYLA AND OTHER ASSORTED
LOVE SONGS (1970)
DIFFORD & TILBROOK - DIFFORD
& TILBROOK (1984)
DIRE STRAITS - DIRE
STRAITS (1978)
DIRE STRAITS - COMMUNIQUÉ
(1978)
Dr. FEELGOOD - DOWN
BY THE JETTY (1975)
Dr. FEELGOOD - MALPRACTICE
(1975)
Dr. FEELGOOD - STUPIDITY
(1976)
Dr. FEELGOOD - SNEAKIN
SUSPICION (1977)
DUKES OF
STRATOSPHEAR - 25 OCLOCK
(1985)
DUKES OF
STRATOSPHEAR - PSONIC PSUNSPOT (1987)
DUKES OF
STRATOSPHEAR - CHIPS FROM THE
CHOCOLATE FIREBALL (1987)
BOB DYLAN - HIGHWAY
61 REVISITED (1965)
BOB DYLAN - BLONDE
ON BLONDE (1966)
BOB DYLAN - BLOOD
ON THE TRACKS (1975)
BOB DYLAN - DESIRE
(1975)
DAVE EDMUNDS - GET
IT (1977)
DAVE EDMUNDS - REPEAT
WHEN NECESSARY (1977)
EVERYTHING BUT THE GIRL - EDEN
(1984)
EVERYTHING BUT THE GIRL - THE
LANGUAGE OF LIFE (1990)
MARK FARNER - MARK
FARNER (1977)
MARK FARNER - NO
FRILLS (1978)
BRYAN FERRY - THESE
FOOLISH THINGS (1973)
BRYAN FERRY - ANOTHER
TIME ANOTHER PLACE (1974)
BRYAN FERRY - LETS
STICK TOGETHER (1976)
BRYAN FERRY -
IN YOUR MIND
(1977)
 Tanto
rumore per nulla. I fiumi di inchiostro versati durante
gli anni '70 a proposito del look dei Roxy Music
avrebbero potuto essere risparmiati se solo si fosse
prestata più attenzione ai contenuti musicali,
caratterizzati, nel caso in questione, soprattutto da due
elementi: la voce originalissima di Bryan Ferry, che
compensava la scarsa estensione con una timbrica molto
personale, e la chitarra iper-trattata di Phil Manzanera,
perno su cui ruotavano le raffinate composizioni del
cantante. Accantonato temporaneamente il marchio Roxy Music, nel
triennio 76/78 i componenti del gruppo si dedicarono ai
rispettivi progetti solisti, senza mai interrompere la
mutua collaborazione. Nel caso di Ferry, vale il discorso
fatto per Ian Anderson/Jethro Tull, Peter Hammill/VDGG e Todd Rundgren/Utopia:
il gruppo e il leader sono la stessa cosa, e luno
senza laltro non sono neanche concepibili. Di
conseguenza, In Your Mind è a tutti gli effetti
un disco dei Roxy Music, probabilmente il migliore. Con
laiuto di alcuni fidati musicisti inglesi (Chris
Spedding, John
Wetton, Mel Collins, Doreen Chanter, Paul Thompson, Phil Manzanera
etc.), Bryan modernizza lo spirito del miglior rock
americano: vibranti parole damore, aristocratico
distacco interpretativo e musiche ispirate ai
classici si fondono in canzoni che hanno
superato splendidamente la prova del tempo (All Night
Operator; One Kiss; Love Me Madly Again;
Tokyo Joe; In Your Mind). Il brano più
potente dellalbum è This Is Tomorrow,
sofisticato rocknroll che culmina in
unemozionante sincronizzazione tra chitarra
elettrica e sezione fiati, e che colse un ottimo successo
come singolo. 0 in condotta alla Virgin, che
ha perso loccasione di inserire nella ristampa CD
il retro inedito del 45, la decadente As The World
Turns, scritta da Ferry insieme a Eddie Jobson e
illuminata da un meraviglioso assolo di Robert
Fripp. - B.A.
BRYAN FERRY - THE
BRIDE STRIPPED BARE (1978)
BRYAN FERRY - BOYS
AND GIRLS (1985)
BRYAN FERRY - BÊTE NOIRE (1987)
BRYAN FERRY - DYLANESQUE
(2007)
FLEETWOOD MAC - FLEETWOOD
MAC (1975)
FLEETWOOD MAC - RUMOURS
(1976)
FLINT - FLINT
(1978)
FREE - FREE
(1969)
FREE - FIRE
AND WATER (1970)
PETER GABRIEL - PETER
GABRIEL (1977)
RORY
GALLAGHER - RORY GALLAGHER (1971)
RORY
GALLAGHER - DEUCE (1971)
RORY
GALLAGHER - LIVE IN EUROPE (1972)
RORY
GALLAGHER - BLUEPRINT (1973)
RORY
GALLAGHER - TATTOO (1973)
RORY
GALLAGHER - IRISH TOUR (1974)
RORY
GALLAGHER - AGAINST THE GRAIN (1975)
RORY
GALLAGHER - CALLING CARD (1976)
RORY
GALLAGHER - PHOTO-FINISH (1978)
RORY
GALLAGHER - TOP PRIORITY (1979)
RORY
GALLAGHER - JINX (1982)
IAN GILLAN - CHILD
IN TIME (1976)
IAN GILLAN - CLEAR
AIR TURBULENCE (1977)
IAN GILLAN - SCARABUS
(1977)
IAN GILLAN - GILLAN (1978)
DAVID GILMOUR - DAVID
GILMOUR (1978)
GRAND FUNK - SURVIVAL
(1971)
GRAND FUNK - E
PLURIBUS FUNK (1971)
GRAND FUNK - PHOENIX
(1972)
GRAND FUNK - WERE
AN AMERICAN BAND
(1973)
Un austero sfondo beige su cui a malapena si
legge la piccola scritta che indica titolo del disco e
nome del gruppo. La signorile veste della copertina
mai lascerebbe presagire lesplosione
di selvaggia violenza musicale del primo pezzo, uno dei
più grandi brani rock di tutti i tempi, splendidamente
cantato dal batterista Don Brewer. Esageriamo? Al
contrario, è inutile cercare termini di paragone: un
duello discografico con Were An American Band rischierebbe
di mettere in imbarazzo lo sfidante. Todd Rundgren,
meticoloso supervisore di turno, sfruttò le tastiere di
Craig Frost (arruolato lanno prima) per arricchire
limpasto strumentale, convogliando abilmente la
potenza sonora dei Grand Funk senza scalfirne la ruvida
spontaneità da garage-band. Un capolavoro di tecnica
produttiva. Solo Zappa, con Good Singin Good
Playin, sarebbe riuscito a
fare di più. - B.A.
Da questo momento assume un ruolo di
primaria importanza la voce di Don Brewer, caratterizzata
da una timbrica bassa e leggermente roca, che si
contrapponeva in modo esemplare a quella limpida e acuta
di Mark Farner. - Armando Lomagistro
GRAND FUNK - SHININ
ON (1974)
GRAND FUNK - ALL
THE GIRLS IN THE WORLD BEWARE!!!
(1974)
GRAND FUNK - BORN
TO DIE (1976)
GRAND FUNK - GOOD SINGIN GOOD PLAYIN (1976)
Dopo milioni di LP e
singoli venduti, dopo ben due prestigiose collaborazioni
con Todd Rundgren
(Were
An American Band; Shinin On),
nel 1976 i Grand
Funk erano alla ricerca di nuovi stimoli e si
rivolsero a Frank Zappa in
persona. Sebbene nello stesso anno Rupert Holmes
avesse prodotto gli Sparks (Big Beat), questo nuovo
incontro musicale sembrò ancor più bizzarro. In
realtà, i quattro provinciali di Flint
(Michigan) e il geniale
compositore/chitarrista/dissacratore avevano in comune
alcune seccanti controversie legali con le rispettive
(ex) case discografiche, e si intesero magnificamente sul
piano umano. Zappa catturò il suono naturale
della band, mantenendone intatta la caratteristica
franchezza espressiva. Il trittico di apertura è di rara
potenza ed efficacia: Just Couldnt Wait,
orecchiabile pop-song da autoradio, di Mark Farner; Can
You Do It, trascinante cover di una canzone dei
Contours; Pass It Around, forse il pezzo più
forte del disco, con la maschia voce di Don Brewer in
primo piano. Frank non perde loccasione di piazzare
un prezioso assolo su Out To Get You, gioioso inno
alla voglia di suonare: «Good Singin Good
Playin». Release Your Love e Crossfire
sono altre due convincenti dimostrazioni di vitalità del
gruppo. Allepoca, il martellamento ossessivo della
disco-music impedì al pubblico di apprezzare un album di
rock energico e divertente come
questo. Per fortuna, non è mai troppo tardi. - B.A.
GRATEFUL
DEAD - AOXOMOXOA (1969)
GRATEFUL
DEAD - LIVE DEAD (1969)
GRATEFUL
DEAD - WORKINGMANS DEAD (1970)
GRINDERSWITCH
- HONEST TO GOODNESS (1974)
GRINDERSWITCH
- MACON TRACKS (1975)

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