 ROCK
MARSHALL TUCKER BAND - THE
MARSHALL TUCKER BAND (1973)
MARSHALL TUCKER BAND - A
NEW LIFE (1973)
MARSHALL TUCKER BAND - WHERE
WE ALL BELONG (1974)
MARSHALL TUCKER BAND - SEARCHIN FOR A RAINBOW
(1975)
MARSHALL TUCKER BAND - LONG
HARD RIDE (1976)
MARSHALL TUCKER BAND - CAROLINA
DREAMS (1977)
MARSHALL TUCKER BAND - TOGETHER
FOREVER (1978)
MARSHALL TUCKER BAND - RUNNING
LIKE THE WIND (1979)
DAVE
MASON - ALONE TOGETHER (1970)
MC5 - KICK OUT
THE JAMS (1969)
MC5 - BACK
IN THE U.S.A. (1970)
Frastuono assordante.
Spirito ribelle. Vigore inesausto. Cè gente a cui
questa roba piace. Chi siamo noi per sindacare certe
scelte? Inoltre, se proprio si apprezza il rock ad alto
voltaggio, le prime incisioni di MC5 e Stooges vantano
almeno una caratteristica positiva e indiscutibile: la
spontaneità. Vorremmo solo osservare che si tratta di
album risalenti al biennio 1969/1970, cioè a ben sei
anni prima che del punk si udisse anche il più flebile
vagito. Ma allora, non paia tendenzioso un interrogativo
dettato dallo sconcerto: che bisogno cera di quel
fenomeno da baraccone - chiedete a Malcolm McLaren - che
ha ucciso la fantasia decretando la fine di processi
autenticamente creativi come il progressive
e lA.O.R.? In altre
parole, caro giovane anarco-insurrezionalista che non sei
altro, non potevi goderti questa musica nella sua forma
originale senza sbriciolarci i testicoli con caricature
scadenti e intempestive? Come hai fatto a non accorgerti
che la new wave era già morta e sepolta nel
1970? Eri troppo indaffarato con siringhe e cucchiaini?
Lo sai che per colpa tua la stampa
specializzata cominciò a perseguitare senza tregua
chiunque sapesse suonare uno strumento e che noi dovemmo
spendere una fortuna per cercare i dischi di Rupert Holmes e Bobby Caldwell
in Giappone? Chi paga i danni? Forse i tuoi amici
punk-a-bestia? - B.A.
DON McLEAN - TAPESTRY (1971)
DON McLEAN - AMERICAN PIE
(1971)
DON McLEAN - DON McLEAN (1972)
MEAT LOAF - BAT
OUT OF HELL (1977)
METRO -
METRO (1976)
JOHN MILES - REBEL
(1976)
FRANKIE MILLER - ONCE
IN A BLUE MOON (1972)
FRANKIE MILLER - HIGH
LIFE (1974)
FRANKIE MILLER - THE
ROCK (1975)
FRANKIE MILLER - FULL
HOUSE (1977)
FRANKIE MILLER - DOUBLE
TROUBLE (1978)
FRANKIE MILLER - FALLING
IN LOVE (A PERFECT FIT) (1979)
FRANKIE MILLER - EASY
MONEY (1980)
FRANKIE MILLER - STANDING
ON THE EDGE (1982)
GARY MOORE - STILL GOT THE
BLUES (1990)
VAN MORRISON
- ASTRAL WEEKS
(1968) 
Opera ispiratissima, con testi poetici che molti
critici hanno accostato per ricerca linguistica a James
Joyce, Astral Weeks segna uno dei massimi livelli
artistici raggiunti da un musicista rock. Rielaborando in
modo originale elementi folk, blues e jazz, Morrison crea
brani di lucente bellezza come Astral Weeks,
Beside You, Ballerina, Madame George. -
E.R.
VAN MORRISON - MOONDANCE
(1970)
VAN MORRISON - HARD
NOSE THE HIGHWAY (1973)
VAN MORRISON
- VEEDON FLEECE
(1974) 
LIrlanda nei
pensieri e gli U.S.A. come base operativa. Prima metà
degli anni '70. La rivolta giovanile al tramonto. Un
flebile raggio di luce che filtra dal microcosmo rock
prima che disco e punk avvolgano nelle
tenebre lultimo scorcio del millennio. Un reduce
del beat poco incline ai compromessi. Un
inguaribile romantico, ma anche un vero duro, capace di
difendersi dalla stampa specializzata con le
maniere forti, malmenando paparazzi e seccatori senza
tanti convenevoli. Su queste premesse, Van Morrison leva
un canto damore per la propria terra e per
unesistenza vissuta allinsegna di cose
semplici ma gratificanti: affetti, natura, poesia,
musica. Letereo tessuto strumentale imbastito
attorno alle canzoni combina la quiete folk degli
arrangiamenti con la foga R&B della voce. Assecondato
da collaboratori fedeli e motivati, lautore
sciorina lintero repertorio dei suoi temi
prediletti: miti e leggende western che incrociano luoghi
simbolici della cultura gaelica (Linden Arden Stole
The Highlights; Who Was That Masked Man; Streets
Of Arklow), brandelli danima sparsi in fondo a
un Cul De Sac, serenate intrise di ardore e
lirismo (Comfort You; Come Here My Love),
quattro passi in campagna sottobraccio a Oscar Wilde,
William Blake ed Edgar Allan Poe (Fair Play; You
Dont Pull No Punches, But You Dont Push The
River; Country Fair). Indicazioni e posologia:
somministrato con frequenza mensile prima di coricarsi, Veedon
Fleece fornirà una formidabile riserva di anticorpi
contro lepidemia dellI.C.S. (Indottrinamento
Collettivo Sistematico). - B.A.
VAN MORRISON - A
PERIOD OF TRANSITION (1977)
VAN MORRISON - WAVELENGTH
(1978)
VAN MORRISON
- INTO THE MUSIC
(1979) 
 In 1979
Into The Music was hailed as a
comeback after two lacklustre releases. Its
reputation has since grown and now it is often regarded
as among Van Morrisons greatest albums. - Wikipedia
Rifiuto sdegnoso per gossip e mondanità. Sovrano
disprezzo per fama e successo. Modi bruschi con
giornalisti e paparazzi. Totale dedizione alla sua musica
(R&B, folk, jazz,
soul). Quale compagnia migliore
per trascorrere una serata a base di birra, chiacchiere e
CD? Concepito durante un soggiorno nellincantevole
villaggio inglese di Epwell, Into The Music apre
trionfalmente la seconda fase della carriera di Van
Morrison, fugando le perplessità suscitate dai due
capitoli precedenti, belli ma incompiuti (A Period Of
Transition; Wavelength): voce in forma
smagliante, una band coesa e affidabile, una manciata di
nuovi classici e una produzione finalmente
allaltezza del prezioso repertorio. Condotte da
armonica (V.M.), violino (Toni Marcus) e tromba (Mark
Isham), Bright Side Of The Road, Full Force
Gale, Steppin Out Queen, Troubadours
sublimano lo stile del fuoriclasse, mescolando in un
ibrido geniale Irlanda e Motown. Imperdibili: Rolling
Hills, trascinante giga dal testo semplice e ispirato
(
among the rolling
hills I'll live my life in Him / Oh I will live my life
in Him among the rolling hills / With my wife and child
I'll do no man no ill / Oh I will do no man no ill among
the rolling hills
); You Make Me Feel So
Free, lusinghiero complimento recapitato
allaltra metà del cielo dal sax di Pee Wee Ellis;
Angelou, intensa ballad in cui melodia e
interpretazione si fondono in un toccante climax emotivo.
Album perfetto anche per chi si accostasse a Morrison per
la prima volta. - B.A.
VAN MORRISON - COMMON
ONE (1980)
VAN MORRISON - BEAUTIFUL
VISION (1982)
VAN MORRISON - INARTICULATE
SPEECH OF THE HEART (1983)
VAN MORRISON &
THE CHIEFTAINS - IRISH HEARTBEAT (1988)
VAN MORRISON - AVALON
SUNSET (1989)
VAN MORRISON - HYMNS
TO THE SILENCE (1991)
VAN MORRISON - WHATS
WRONG WITH THIS PICTURE? (2003)
ELLIOTT MURPHY - AQUASHOW
(1973)
ELLIOTT MURPHY - LOST
GENERATION (1975)
ELLIOTT MURPHY - NIGHT
LIGHTS (1976)
ELLIOTT MURPHY - JUST
A STORY FROM AMERICA (1977)
GRAHAM NASH - SONGS
FOR BEGINNERS (1971)
RANDY NEWMAN - SAIL
AWAY (1972)
RANDY NEWMAN - GOOD
OLD BOYS (1974)
RANDY NEWMAN - LITTLE
CRIMINALS (1977)
RANDY NEWMAN - BORN
AGAIN (1979)
HARRY NILSSON - AERIAL
BALLET (1968)
HARRY NILSSON - HARRY
(1969)
HARRY NILSSON - NILSSON
SINGS NEWMAN (1970)
HARRY NILSSON - NILSSON
SCHMILSSON (1971)
HARRY NILSSON /
JOHN LENNON - PUSSY CATS (1974)
NITTY GRITTY DIRT
BAND - UNCLE CHARLIE & HIS DOG
TEDDY (1970)
NITTY GRITTY DIRT
BAND - WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN (1972)
OUTLAWS -
OUTLAWS (1975)
OUTLAWS -
LADY IN WAITING (1976)
OUTLAWS -
HURRY SUNDOWN (1977)
OUTLAWS -
PLAYIN TO WIN (1978)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS - THE
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS (1973)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS - ITLL
SHINE WHEN IT SHINES (1974)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS - THE
CAR OVER THE LAKE ALBUM (1975)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS - MEN
FROM EARTH (1976)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS - DONT
LOOK DOWN (1978)
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS -
OZARK MOUNTAIN DAREDEVILS (1980)
TOM PETTY - DAMN
THE TORPEDOES (1979)
SHAWN PHILLIPS - IM
A LONER (1965)
SHAWN PHILLIPS - SHAWN
(1966)
SHAWN PHILLIPS - CONTRIBUTION
(1970)
SHAWN PHILLIPS - SECOND
CONTRIBUTION (1970)
SHAWN PHILLIPS - FACES
(1972)
SHAWN
PHILLIPS - COLLABORATION
(1971) 
Il cuore puro. Lo sguardo
sereno. La mente sgombra. È lo stato di beatitudine cui
si ascende durante lascolto di Collaboration.
Dopo la buona accoglienza ricevuta da Second
Contribution, la A&M non esita a finanziare
ancora il cantautore di Fort Worth per un nuovo album.
Inciso a Londra, il progetto è presentato come un patto
a tre tra lo stesso Shawn Phillips,
in preda allispirazione più dilagante, Paul
Buckmaster, artefice di raffinate orchestrazioni, e Peter
Robinson, straordinario tastierista (Quatermass, Brand X)
e supervisore della sezione ritmica. Le prime otto
canzoni (Us We Are; Burning Fingers; Moonshine;
For Her; Whats Happenin Jim!; Armed;
Spaceman; Times Of A Madman, Trials Of A Thief)
compongono una sequenza memorabile in cui il dramma della
vicenda umana è narrato con scioccante profondità da
una voce in grado di spaziare dai bassi estremi agli
acuti più intensi, fino ai 40 secondi in apnea di Armed.
Da custodire gelosamente nello scaffale riservato a Gordon Lightfoot, Roy Harper e Bruce Cockburn.
- B.A.
SHAWN PHILLIPS - BRIGHT
WHITE (1973)
SHAWN PHILLIPS - FURTHERMORE
(1974)
SHAWN
PHILLIPS - RUMPLESTILTSKINS
RESOLVE (1976) 
Non lo indovinate? Ma
certo, proprio così: il capolavoro di Shawn Phillips è
anche lunico suo album non ancora ristampato su CD.
Nel senso che etichette, radio e riviste si coalizzano
per imporre al mondo linquietante mantra
dellalbino Silas: pain
is good. Risultato: prima di riascoltare Rumplestiltskins
Resolve dovremo attendere i comodi di lor signori.
Per squarciare il velo di questo oscurantismo da Opus Dei,
Peninsula
rammenta ai suoi lettori chi è e cosa ha fatto Shawn
Phillips. Arrivato dal Texas (Fort Worth) esprimendosi in
un idioma a metà tra un bardo medievale e un monaco
buddista, figlio dellestate hippy, intimo dei Beatles, residente a Positano
negli anni Settanta, spirito nomade, sbrigativamente
definito folk-singer più per lapproccio che per il
repertorio, egli rimane un personaggio al di sopra delle
categorie. Anche per Rumplestiltskins Resolve
Shawn si circonda di rinomati specialisti fusion, reclutando due diversi
organici per le sedute di Londra e Hollywood: il fedele
Peter Robinson (tastiere) e John Gustafson (basso),
ovvero 2/3 dei Quatermass, storica formazione progressive che incise un solo,
splendido album (Quatermass);
i formidabili Mike Clark (batteria), Mike Miller
(chitarra) e Paul Jackson (basso) che ritroveremo,
rispettivamente, nei Brand X (Do They Hurt?), con
Gino Vannelli (Nightwalker) e nella scuderia
della Buckyball
Music. Laccostamento tra il lirismo delle
parole e lo squisito taglio degli arrangiamenti definisce
lo stile dellartista. Early Morning Hours
inizia in forma di eterea ballata acustica, per poi
riversare un diluvio di riflessioni esistenziali
sullarpeggio del pianoforte di Robinson. Spitefull
e Today illustrano mirabilmente il metodo con cui
Shawn espande la forma della canzone dautore alle
dimensioni tipiche del jazz, con
ampio spazio lasciato al libero fraseggio di voce e
strumenti. Il lamento a cappella che si leva
da Wailing Wall gela il sangue, che però torna a
scorrere caldo sul ritmo funky di Hie Away. Il
soave inno alla quiete interiore di Serendipity Peace
prelude al rutilante finale di Rumplestiltskins
Resolve, dal cui crogiuolo affiora un enigmatico,
inedito ibrido linguistico (Genesis, Yes, Jethro Tull,
Weather Report, Richie Havens etc.). - B.A.
SHAWN PHILLIPS - TRANSCENDENCE
(1978)
SHAWN PHILLIPS - BEYOND
HERE BE DRAGONS (1988)
SHAWN PHILLIPS - THE
TRUTH IF IT KILLS (1994)
SHAWN PHILLIPS - NO
CATEGORY (2002)
PREFAB SPROUT - SWOON
(1984)
PREFAB SPROUT - STEVE
McQUEEN (1985)
PREFAB SPROUT - FROM
LANGLEY PARK TO MEMPHIS (1988)
PRETTY THINGS - S.F.
SORROW (1968)
PRETTY THINGS - PARACHUTE
(1970)
QUEEN - SHEER
HEART ATTACK (1974)
QUEEN - A
NIGHT AT THE OPERA (1975)
QUEEN - A
DAY AT THE RACES (1976)
 Esplosi
lanno prima con Bohemian Rhapsody, i Queen
raggiungono la maturità artistica con A Day At The
Races - album gemello di A Night At
The Opera - un caleidoscopio musicale in cui
luso creativo delle sovraincisioni trasforma la
chitarra in unorchestra e le voci in canti
gregoriani. La messa in scena è
straordinaria, perfettamente in bilico tra kitsch e
teatro: il drammatico rintocco del gong, un marziale tema
introduttivo ispirato ai film kung-fu e la solid-body
artigianale di Brian May che deflagra nel granitico riff
di Tie Your Mother Down. Questa incoercibile
originalità attirò lattenzione di Frank Zappa che, in veste di
semplice ascoltatore, formulò giudizi
lusinghieri nei confronti della band, affascinato dagli
assoli di May, dallistrionismo di Mercury e dalla
carica dissacrante di molte canzoni, ardite parodie di
soggetti fino ad allora considerati tabù (lirica, fede
etc.). Freddie anticipa il suo discusso 'outing' con i
sospiri di You Take My Breath Away,
latmosfera belle époque di The
Millionaire Waltz - in cui accenna unimitazione
di Marlene Dietrich - e gli echi charleston di Good
Old-Fashioned Lover Boy. Accanto a un solenne
commiato con versi in giapponese - Teo Torriatte (Let
Us Cling Together) - brilla Somebody
To Love, uno dei più bei singoli del decennio:
il pirotecnico arrangiamento dei cori gospel sposta di
continuo il confine tra caricatura e ispirazione
autentica, al punto che non è difficile immaginarne la
versione di un grande interprete (Aretha Franklin, Cher,
Manhattan Transfer) o di qualche eccentrico commediante
rock (Godley & Creme, Sparks,
lo stesso Zappa). - B.A.
QUEEN - NEWS
OF THE WORLD (1977)
QUEEN - JAZZ
(1978)
QUEEN - THE
GAME (1980)
RAINBOW - RITCHIE
BLACKMORES RAINBOW (1975)
RAINBOW - RISING
(1976)
RANDOM HOLD - THE
VIEW FROM HERE (1979)
PAUL RODGERS - CUT
LOOSE (1983)
ROLLING STONES - OUT
OF OUR HEADS (1965)
ROLLING STONES - AFTERMATH
(1966)
ROLLING STONES - THE
ROLLING STONES SINGLES COLLECTION / THE LONDON YEARS
(1963/1971) 
ROLLING STONES - STICKY
FINGERS (1971)
ROLLING STONES - EXILE
ON MAIN STREET (1972)
ROLLING STONES - GOATS
HEAD SOUP (1973)
ROLLING
STONES - BLACK AND BLUE
(1976)
È forse un eccesso
di riguardo quello che ci induce a tacere i nomi (dossier
I / II)
di quegli addetti ai lavori che,
allepoca della sua pubblicazione, stroncarono
questo splendido album senza pietà e, quel che è
peggio, senza cognizione di causa. Daltronde, il
ricorso a squallidi cliché retorici - appiattimento creativo
calo
dispirazione etc. - costituiva una
facile alternativa allascolto accurato. Come
sempre, la storia ha fatto giustizia delle insolenze e,
nel caso in questione, sia sufficiente osservare che Black
And Blue è ancora oggi un disco attualissimo, forse
il migliore dei Rolling Stones anni Settanta. Il momento
è cruciale: se ne va Mick Taylor e arriva Ron Wood
(Faces; Rod Stewart), amico di vecchia data dei
Glimmer Twins, che si integra a meraviglia
nel gruppo. La dichiarazione dintenti implicita nel
titolo non viene tradita e limpatto con il primo
brano (Hot Stuff) è tremendo: due chitarre in
puro stile Average White Band innestano una pulsazione
ossessiva, per una canzone in cui la spinta cinetica vale
più del contenuto. La voce stravolta di Mick Jagger
domina il finale in un crescendo parossistico. Il
fantastico refrain di Hand Of Fate ci riconsegna
gli Stones più caratteristici, con la chitarra ritmica
di Keith Richards affiancata allottimo lavoro
solistico dellospite Wayne Perkins. Hey Negrita
e Cherry Oh Baby mostrano la band alle prese con
originali suggestioni reggae e il risultato è
entusiasmante. Accanto a questo tripudio di ritmi
convivono due gemme pianistiche come Memory Motel
e Fool To Cry, che fanno parte di un versante
della musica dei Rolling Stones ingiustamente
sottovalutato, quello dei brani lenti (ricordiamo la
negletta Coming Down Again, su Goats Head
Soup). Melody è invece un sensazionale
duetto simil-jazz tra Jagger e Billy Preston, in cui Mick
emerge come uno dei pochissimi, autentici, credibili
neri a metà. - B.A.
ROLLING STONES - SOME
GIRLS (1978)
ROLLING STONES - EMOTIONAL
RESCUE (1980)
ROLLING STONES - TATTOO
YOU (1981)
ROLLING STONES - UNDERCOVER
(1983)
ROLLING STONES - DIRTY
WORK (1986)
ROLLING STONES - STEEL
WHEELS (1989)
MICK RONSON - SLAUGHTER
ON 10th AVENUE (1974)
MICK RONSON - PLAY
DONT WORRY (1975)
ROXY MUSIC - ROXY
MUSIC (1972)
ROXY MUSIC - FOR
YOUR PLEASURE (1973)
ROXY MUSIC - STRANDED
(1973)
ROXY MUSIC - COUNTRY
LIFE (1974)
ROXY MUSIC - SIREN
(1975)
ROXY MUSIC - MANIFESTO
(1979)
ROXY MUSIC - FLESH
+ BLOOD (1980)
Lassidua
ricerca di un femminino sublime approda
allevocativa immagine delle tre valchirie che
brandiscono il giavellotto (lampante metafora di Eva che,
da sempre, tiene per le palle Adamo). Non staremo qui a
disquisire tra bionde o more, snelle o formose e così
via. Vero è che le donne ritratte sulle copertine dei Roxy Music sono
ancora bene impresse nei ricordi di tanti ex-adolescenti
cresciuti davanti alle foto di Amanda Lear (For
Your Pleasure), Marilyn Cole (Stranded) e
Jerry Hall (Siren). Dopo il buon riscontro
ottenuto con Manifesto, Bryan Ferry, Phil Manzanera e
Andy Mackay decidono di prolungare la reunion convocando
Alan Schwartzberg, Andy Newmark (batteria), Gary Tibbs,
Alan Spenner, Neil Jason (basso), Paul Carrack
(tastiere), Neil Hubbard (chitarra). Con due citazioni
inequivocabili, Ferry rinsalda il proprio legame ideale
con i classici americani: 1) larrangiamento glamour
di In The Midnight Hour deriva da quello,
altrettanto straordinario, concepito lanno prima
per Take Me To The River (The Bride Stripped
Bare); 2) camuffandolo dietro un soporifero ritmo
dance, Eight Miles High inoltra lo
stimolante messaggio psichedelico dei Byrds
allinebetito ascoltatore del sabato sera. La
formazione ampliata smussa leggermente il suono che,
tuttavia, non perde lantico smalto grazie agli
imprevedibili ghirigori elettrici di Manzanera (Diamond Head; Listen Now!; K-Scope). I solenni rintocchi del
piano su My Only Love celebrano
linguaribile, disincantato romanticismo di Ferry.
Splendida canzone da autoradio, Oh Yeah annega nei
rimpianti la forza evocativa della musica (
theres band playing on the
radio, and its drowning the sound of my tears
), mentre il drammatico incedere di Same
Old Scene trasmette i brividi freddi di un film noir.
 Confermando una
naturale sintonia artistica, Ferry e Manzanera firmano
insieme linfallibile ritornello di Over You, il clima lascivo di
No Strange Delight e lamore finito di Running
Wild. Lalbum produsse ben tre singoli - Oh
Yeah; Same Old Scene; Over
You - cui seguirà, pochi mesi dopo, il commosso
omaggio a John Lennon (Jealous Guy), purtroppo mai
incluso nelle ristampe CD. [P.S. - Tuttora vivissimo il
colpo docchio che investì il pubblico presente al
concerto di Castel Gandolfo nel 1980, con lammirata
Les Paul nera a tre pick-up di Manzanera e il Cartier
doro su completo di lino bianco di Ferry: raro caso
di meticolosa cura del look che non pregiudicava
lispirazione.] - B.A.
ROXY MUSIC - AVALON
(1982)
RUSH - 2112
(1976)
RUSH - A
FAREWELL TO KINGS (1977)
RUSH - HEMISPHERES
(1978)
RUSH - PERMANENT
WAVES (1980)
RUSH - MOVING
PICTURES (1981)
RUSH - SIGNALS
(1982)
RUSH - GRACE
UNDER PRESSURE (1984)
RUSH - POWER
WINDOWS (1985)
RUSH - HOLD
YOUR FIRE (1987)

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